venerdì, aprile 24, 2009

Il 25 Aprile non è una festa che ognuno interpreta a suo modo!


Mi son svegliata con un grande peso sullo stomaco, con un grande senso di responsabilità e di dovere da soddisfare...
Ieri tra le risate di un bar e i discorsi di amici dopo un'intensa giornata di lavoro, si è discusso su come utilizzare il tempo nel giorno del 25 Aprile, che tra l'altro cade proprio di sabato.
Solo ieri mi sono accorta, come se piombassi in un baratro, di come tale data è diventata la propaggine della gita fuori porta di Pasquetta, resa solenne dalla garanzia del bel tempo!

Nel pensiero della solita gita fuori porta, mi è venuto in mente quel ricordo di bambina (avevo 9 anni, ben 20 anni fa) in cui mio prozio mi spiegava perchè quel giorno -il 25 Aprile- non si andasse a scuola, mostrandomi, durante i preparativi della festa fuori porta, le immagini di un libro intitolato "Fotostoria Italiana", in cui erano presenti i cadaveri dei partigiani gambizzati dai Fascisti e tramite il quale mi spiegava cosa fosse il fascismo, cosa fosse il regime e cosa avesse generato.
Al ricordo di quelle foto nella mia mente, ho esordito dicendo "Ragà non dimentichiamoci che nel 25 Aprile si festeggia la Liberazione" e di tutta risposta ho udito "E vabbè, ognuno festeggia ciò che vuole..."
Per un attimo ho visto buio, per un attimo ho capito cosa significa cancellare la memoria storica, e ho sofferto!

E li a chiacchierare del fascismo come una nuvoletta grigia sul sussidiario...

Ho camuffato, ho evitato le mie solite sfuriate politiche da "Nostalgica idealista di sinistra che ancora non sa come è fatto il mondo"; dentro di me ho pianto. Ma il mio pianto in silenzio era quello dovuto all'osservare come la storia venga cancellata: basta una frase, un incipit e viene rimossa...
Ed ecco che chi come me si ammazza per ricostruirla, osserva sè stesso con gli occhi di chi guarda dall'esterno: "storici-archeologi?dei poveri idealisti che vogliono conservare tutto per ricordare tutto...a che serve?"
Per una volta, senza dare colpe ad personam ma ad una società degenerata, mi sono sentita piccola piccola, invisibile, annullata...

Con tutto il bene che voglio ai miei amici, con tutto il rispetto che posso avere nei loro confronti e nei confronti di chi non la pensa come me, purtroppo devo ricordare loro che sono anche io una storica, perchè chi è un archeologo (o chi prova a farlo come me) o per chi è uno storico, e d'obbligo il dovere etico nei confronti del passato e quindi anche del futuro.
Si ha il dovere etico della MEMORIA! Si ha il dovere etico, non solo per sé stessi ma anche per gli altri di dare il degno riconoscimento a questo giorno!
Purtroppo non posso fare ciò con la gita fuori porta, ma lo farò stando con i miei nonni, nonni che ancora, davanti alla data del 25 Aprile, hanno uno stralucicchio negli occhi, sorridono e lo definiscono come "Sa die de Liberazione dae su Fascismu"
e osservano un minuto di silenzio in ricordo dei Partigiani, benedendo ciò che oggi mangiano e hanno, perchè lo hanno, come dicono loro, grazie anche all'antifascismo!