venerdì, giugno 27, 2008

Le impronte dei bimbi rom e il silenzio della Chiesa / cronaca - Repubblica.it


LA POLEMICA

Le impronte dei bimbi rom
e il silenzio della Chiesa

di FRANCESCO MERLO



A Maroni vorremmo suggerire di prendere le impronte delle mani (e dei piedi) ai neonati cinesi di Milano, che sono già, notoriamente, tutti ladri di identità. Inoltre, per coerenza, potrebbe impartire l'ordine di misurare la lunghezza degli arti ai bimbi di Corleone che crescono (si fa per dire) con il 'criminal profiling' di Totò u curtu. Ed è inutile spiegare a un pietoso uomo d'ingegno come il nostro ministro degli Interni che i minori dell'agro nocerino sarnese e della piana del Sele andrebbero - per proteggerli, badate bene! - sottratti alla patria potestà e affidati alla Dia o, in subordine, allo scrittore Roberto Saviano. E contro il bullismo nelle scuole cosa ci sarebbe di meglio che prendere le impronte, al momento dell'iscrizione, anche ai genitori che sono sempre un po' complici? Ecco, preferiamo mostrarvi il lato grottesco di questa proposta perché sappiamo bene che Roberto Maroni, credendo di essere astuto, lavora per provocare i nostri buoni sentimenti, e dunque non vogliamo cadere nella sua rozza trappola e farci rubare i pensieri. Insomma a noi viene facile assimilare il bambino ai deboli, agli sfruttati, a tutte le altre vittime dell'umanità adulta. Ma contro l'indignazione i leghisti sono bene attrezzati. Dunque rispondono rinfacciandoci la paura della gente, agitano il valore della sicurezza, e ci eccitano perché vorrebbero che in risposta al loro razzismo scomposto noi santificassimo i rom, negassimo qualsiasi rapporto tra campi nomadi e criminalità, tra immigrazione e delitti. E invece non è in difesa dell'accattonaggio, né per esaltare la presunta bellezza esotica e imprendibile della zingara Esmeralda che protegge il povero gobbo di Notre Dame, non è insomma in nome della retorica rovesciata dei miserabili che noi diciamo a Maroni che prendere le impronte digitali a bimbi rom è un segno di inciviltà razzista, che neppure ci sorprende perché non è il primo, non è l'ultimo e purtroppo non sarà neppure il peggiore. Il punto è che, insieme con l'ossessione di Berlusconi per la Giustizia, in questo governo c'è anche l'ossessione leghista per la sicurezza. Ma una cosa è il problema e un'altra cosa l'ossessione. Ebbene, incapace di risolvere il problema che lo ossessiona, Maroni vorrebbe che, per reazione, noi negassimo il problema. Invece noi gli ricordiamo che già il suo predecessore, il mite Giuliano Amato aveva segnalato che in tutte le comunità criminali sta crescendo, anche in Italia, l'uso orribile dei bambini. Ci sono, per esempio, le baby gang. E il libro Gomorra racconta di ragazzini utilizzati nelle vendette trasversali. E in Calabria sono in aumento gli omicidi compiuti da killer ragazzini pagati solo poche centinaia di euro. Ma che facciamo, ministro Maroni, schediamo tutti i bimbi calabresi? Ecco perché non merita i nostri buoni sentimenti, il ministro Maroni. Perché non è vero che in Italia c'è un dibattito tra rigoristi cazzuti (loro) e lassisti rammolliti (noi). Maroni non c'entra nulla con il dibattito europeo, difficile e importante, tra il rigore e l'accoglienza. Nei Paesi più civili d'Europa la sicurezza, la serietà e la responsabilità non sono valori di destra. I socialisti francesi e spagnoli, i socialdemocratici tedeschi, i laburisti inglesi e, aggiungiamo, anche i sindaci italiani di centrosinistra hanno maneggiato con durezza l'argomento dell'immigrazione irregolare e della criminalità. Ma senza sparate comiziali, senza colpi di teatro razzisti, senza i paradossi, gli ossimori e le miserie culturali dei leghisti che - come dimenticarlo? - sono quelli che chiamavano gli immigrati di colore bingo bongo, che parlavano di musi di porco e teste scornificate, che invitavano la Marina "a sparare sulle carrette dei clandestini", e denunziavano l'Europa "in mano ai massoni, agli ebrei, ai musulmani e alle mafie degli immigrati". Perché dunque dovremmo stupirci che, arrivati al governo, vogliano prendere le impronte ai bambini rom? Da anni, ad ogni elezione nelle valli padane, i leghisti affiggono manifesti "giù le mani dai nostri bambini" appropriandosi appunto del vecchio pregiudizio razzista sul misterioso popolo dei ladri di neonati, agitando la leggenda della corte dei miracoli. Si sa che in tutta l'Europa centrale, che registrava il tasso più alto di popolazione zingaresca, per ben tre secoli decreti e leggi furono emanati per "liberare" i bambini degli zingari dai loro genitori naturali, sino alla soluzione finale nazista e dunque all'internamento di adulti e pargoli. Ne furono sterminati più di cinquecentomila. Ebbene, oggi nel rilancio dell'antico pregiudizio con in più la certezza che i bambini rom non siano bambini ma complici, solo criminali in miniatura e dunque più pericolosi e più sfuggenti, c'è la vecchia idea che tutti i bambini del mondo sono allevati per ereditare "la scienza" di papà. E dunque: la criminalità è un destino che il bambino rom ritrova in fondo a se stesso come una roccia. E va bene che il bambin Gesù non era rom, ma la chiesa che in Italia fonda la sua forza molto più sull'immagine dolce del bambinello che su quella del crocifisso, potrebbe almeno dire che i bambini non si toccano. La Chiesa sì che può (deve) permettersi i buoni sentimenti. Non era Gesù che voleva che lasciassero i bambini venire a lui? La Chiesa, che punisce e scomunica in materia di sesso e di scienza, perché tollera e accetta le volgarità dei leghisti contro i marginali e contro la gente da marciapiedi, contro i disperati dei semafori e dei campi, contro i loro bambini? La Chiesa, che è l'ecclesia dei naufraghi, dei diseredati e dei dannati della Terra, perché non interviene? Forse perché i bimbi rom non fanno beneficenza come il terribile boss della Magliana Renato De Pedis che - lo ha raccontato mercoledì Filippo Ceccarelli - è stato sepolto nel più esclusivo cimitero del Vaticano, "sarcofago di marmo bianco, iscrizioni in oro e zaffiro, l'ovale della foto" e "un attestato di grande benefattore dei poveri..., che ha dato molti contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana". I bambini rom, non avendo avuto la fortuna di essere educati da quel sant'uomo di De Pedis, sono rimasti ladruncoli e tutti infedeli, mentre Maroni, come De Pedis, si dichiara fervente cattolico. Quando Berlusconi nominò Maroni all'Interno pensammo subito che aveva affidato l'Ordine al Disordine. Il ministero dell'Interno serve a controllare, appunto dall'interno, la tenuta unitaria del Paese contro tutte le cellule disgregative, tanto sociali (delinquenti) quanto politiche (eversori). Ebbene, si sa che la Lega secessionista è una subcultura politica che da più di venti anni attenta, per come può, all'unità del Paese e alla sua legge. Berlusconi, che pensa di essersi liberato del lavoro più sporco affidandolo al suo ministro-mastino, ha in realtà ceduto il controllo dell'eversione all'eversore da controllare. E Maroni, che nella Lega è il più pericoloso perché forse è il meno brutto e il meno ridicolo (ha fatto pure le scuole), sta usando gli aspetti più odiosi del ministero dell'Interno - carcere, manette, impronte digitali - per sollevare nuvole di propaganda, per creare effetti placebo alla paura e alle emergenze sociali, in modo da guadagnare ancor più consenso all'eversione. (27 giugno 2008)

lunedì, giugno 23, 2008

Vienna 22.06.2008 Serata da dimenticare



Che tristezza, vorrei dimenticare questa serata!
Mai stata così depressa per una partita di calcio!

E oltre al danno la beffa: Zidane in tribuna (Gufo maledetto!) e gli spagnoli che hanno fischiato il nostro inno...

domenica, giugno 22, 2008

Davanti agli occhi di Dio, la legge è uguale per tutti...ogni tanto!

Da una notizia del 22 Giugno...(vedere i link sottostanti)
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/giustizia-2/processi-22-giugno/processi-22-giugno.html

http://www.unionesarda.it/in_sardegna/?contentId=29455

http://www.polisblog.it/post/1353/berlusconi-la-comunione-e-la-richiesta-shock-al-vescovo-sanguinetti

Ogni tanto, seppur raramente, chi amministra le anime, chi fa questo mestiere più onestamente degli altri, ricorda a chi amministra i cittadini (ahahah!) che "Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare..."
E così Gregorio VII alias Sebastiano Sanguinetti ha costretto il nostro Enrico IV (alias Silvio Berlusconi) all'umiliazione di Porto Rotondo.
Una lotta per le investiture oserei dire con assai minore nobiltà da parte di chi detiene la spada, ma con grande determinazione per chi detiene il pastorale.
Ebbene si, davanti allo sfolgorio dei merletti e dei cappelli, davanti all'esibizione dell'apparenza, davanti alla guerra acerrima contro l'inesorabile scorrere del tempo e della caducità dei corpi umani, chi detiene il potere
sui vivi (o meglio chi è convinto di detenerlo) si vede imposto un divieto da chi detiene il potere sugli immortali!
E poichè il corpo di Cristo è solo per coloro i quali saranno immortali, Silvio, davanti al rifiuto di siffatta immortalità si consola con piaceri che cercano di scacciare l'immagine della decadenza del corpo e la dura legge dello scorrere del tempo (foto con i bimbi, sguardi ammiccanti alle signore).
Davanti allo spirito agnostico (spesso anticlericale) del Blog, onore al merito:
Grazie Monsignor Sanguinetti!

sabato, giugno 21, 2008

Europei...Vienna...e azzurri


Da Starless corner del 22 giugno Giornalismo e giornalismo "L'inviata della radio romana Centro Suono Sport Eleonora Trotta, durante la quotidiana conferenza stampa con i calciatori della Nazionale italiana, ha avuto l'ardire di chiedere al capitano Cannavaro: "Tuo fratello ha firmato per il Napoli,che ha conquistato la B. Sarà derby in famiglia?", scatenando così la reazione sguaiata del flebomane juventino, evidentemente sorpreso dall'insolita domanda.Ovviamente nessun organo di stampa ha riportato alcunchè sulle vicende sopra descritte, preferendo un omertoso silenzio piuttosto che dare voce a chi, per una volta, aveva avuto il coraggio di denunciare quello che poi è sotto gli occhi di tutti. Complimenti..."

I più grandi complimenti alla cara e vecchia amica Eleonora...Ah buzzicò...vai avanti così sei "ermejo", gli europei senza di te, non avrebbero senso!



http://www.calciomercato.it/

giovedì, giugno 19, 2008

Giornata per la Giustizia

“Una giornata per la giustizia”.
Lettera aperta a Veltroni e Di Pietro


Margherita Hack, Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Sergio Staino, Telmo Pievani, Lidia Ravera, Gianni Barbacetto, Salvatore Bragantini e oltre 2500 cittadini hanno già sottoscritto l'appello.

17 giugno: Di Pietro dice sì alla “Giornata per la giustizia”
Caro Walter Veltroni, Caro Antonio Di Pietro, lo spirito con cui scriviamo a Voi questa lettera è di allarme per la promessa fatta solennemente sabato scorso dal Presidente del Consiglio Berlusconi al convegno dei giovani industriali. Se ci saranno ancora intercettazioni nelle indagini contro la criminalità saranno puniti con cinque anni di carcere i magistrati che hanno richiesto le intercettazioni, con cinque anni di carcere chiunque si presterà a eseguire l’ordine e a renderlo disponibile, nei modi e tempi previsti attualmente dalle leggi in vigore (e non cancellate) e cinque anni di carcere ai giornalisti che, sulla carta stampata, in televisione o in rete rendano possibile la divulgazione di atti altrimenti consentiti dalle leggi. Ricorderete che come nella sequenza di un film deliberatamente pensato per denigrare gli imprenditori italiani (nel caso i più nuovi e più giovani) i tre impegni del Presidente del Consiglio, contro i giudici, contro i giornalisti, contro chiunque voglia restare nella lettera e nello spirito della Costituzione combattendo il crimine, sono stati accolti da uno scroscio di applausi entusiastici. Anzi ci sono stati tre scrosci, come per ringraziare il premier per la pietra tombale che si appresta a gettare sulla giustizia e per la protezione offerta alla criminalità, soprattutto la criminalità dei colletti bianchi, degli affari, delle banche, delle aste truccate, dello insider trading, del passaggio indebito e riservato di notizie che arricchiscono immensamente e scardinano la concorrenza se conosciute solo da alcuni prima del tempo. E la criminalità delle cliniche. Ma le tre aree indicate come sole permesse per le intercettazioni sono solo una parte di tutta la criminalità che tormenta il paese e contro cui si battono magistrati e forze dell’ordine. E non solo: interi rami di attività criminosa di mafia, camorra e ndrangheta si esercitano e si attuano lungo percorsi che adesso diventano area proibita alle intercettazioni, come gli affari di finanza. Nello scrivervi questa lettera noi siamo certi che condividete il nostro allarme. Però nelle grandi questioni pubbliche che riguardano soprattutto la protezione dei cittadini (che sono coloro che pagano i grandi imbrogli, le grandi truffe, i grandi silenzi) è importante che l’allarme diventi pubblico, proclamato, comune. Siamo convinti che il Partito Democratico e l’Italia dei Valori debbano – con urgenza – farsi testimoni di un allarme che vuole avvertire il Paese contro questi tre solenni impegni liberticidi. Viene denunciato il normale percorso della giustizia, viene deformato il fondamento della democrazia che esige la separazione dei poteri, si mette in atto un attacco del potere esecutivo contro il potere giudiziario ma anche contro le prerogative del Parlamento. Infatti il nuovo applaudito editto contro i giudici di Silvio Berlusconi corrisponde, nella forma stentorea e definitiva dell’annuncio, a un potere che un primo ministro democratico non ha. E scavalca con la disinvoltura delle nascenti dittature la voce del Parlamento. L'editto presidenziale è una minaccia intimidatoria contro i giornalisti italiani che osassero disubbidire e rendere pubbliche notizie di crimini. Noi siamo convinti che il Partito democratico e l’Italia dei Valori siano i naturali difensori della giustizia e della libera informazione nel paese di un vasto conflitto di interessi mediatico in cui gran parte delle fonti di informazione sono già nelle mani di una sola persona, in veste di proprietario e capo del Governo. Perciò contiamo di ritrovarci uniti con i cittadini che ci hanno votato in una “giornata della giustizia” che vi chiediamo di convocare al più presto. Una grande manifestazione in piazza del protagonismo civile, a torto definito giustizialista, per affermare con rinnovata energia la necessità che l’informazione e la giustizia siano svincolate dal controllo del potere politico. Abbiamo di fronte un governo prepotente e deciso a tutelare gli interessi particolari che incarna e rappresenta, e a gestire il Parlamento come un parco a tema a cui, di volta in volta, si impongono immagini e rituali di Berlusconi e di Bossi, in un alternarsi di protezionismi, interessi speciali e paure ingigantite fino alla caccia all’uomo. In questa situazione preoccupante e grave, noi pensiamo che il silenzio sia il vero pericolo che dobbiamo respingere con la massima energia.

Roma, 12 giugno 2008

On. Furio Colombo
On. Giuseppe Giulietti
Sen. Francesco Pardi

Vignetta satirica

disegni_c_6

domenica, giugno 01, 2008

E pur si move?!?Si...ma dall'altra parte!

Data pubblicazione: 29/05/2008 Codice Rif.: (3-00032)

Soprintendenze archeologiche in Sardegna.

Quante, guidate da chi, con quali soldi e con quale missione?


del sen. Mariano Delogu (PdL)


A questa interrogazione è stato invitato a rispondere il Ministro per i beni e le attività culturali -

Premesso che:

i dipendenti della ex Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Cagliari e Oristano denunciano un nuovo stato di grave malessere aggiuntosi al profondo disagio verificatosi in seguito alla creazione di un'unica Soprintendenza archeologica per la Sardegna con sede a Sassari;

il dirigente della Soprintendenza, nominato temporaneamente in attesa dell'espletamento dei concorsi, apprezzato per le sue doti umane e professionali, è stato allontanato dopo meno di un anno senza preavviso (sul quotidiano locale "La Nuova Sardegna" del 10 aprile 2008 è apparsa la notizia - non smentita - che non era gradito al Governatore ed all'Assessore regionale per i beni culturali) e sostituito da un nuovo dirigente di ruolo nel Ministero, anche questo temporaneo, che regge già da titolare la sede della Toscana e, ad interim, quella del Friuli-Venezia Giulia;

al di là dell'indubbio apprezzamento per le capacità scientifiche, tecniche e gestionali riconosciute da tutti a quest'ultimo dirigente e, comunque, senza entrare nel merito di tale aspetto, si sottolinea l'intempestività di un atto che fa gravare su una sola persona il coordinamento di svariate centinaia di persone in sedi fra loro lontanissime;

ciascuno può immaginare lo stato di confusione, disagio e disorientamento dovuti alla mancanza di un punto di riferimento costante, soprattutto nella situazione attuale, nella quale dovrebbe prendere forma il processo di unificazione di due uffici storicamente indipendenti;

tale processo, complesso e dalle molteplici implicazioni, che a giudizio dell'interrogante evidentemente sono sfuggite al precedente Ministro e ai più elevati dirigenti del Ministero, dovrebbe essere seguito quotidianamente da un dirigente;

l'attività ordinaria è invece demandata, con delega, ad un funzionario non dirigente che opera a proprio rischio. La gran parte delle decisioni deve seguire un iter lungo e tortuoso a scapito dei requisiti di semplificazione, di efficacia, di efficienza richiesti alla pubblica amministrazione;

il riflesso negativo di tali provvedimenti è riscontrabile in tutti i settori dell'attività istituzionale, oramai pressoché bloccata per la mancanza di chiare indicazioni riguardanti le responsabilità in seguito all'entrata in vigore del nuovo Regolamento di organizzazione del Ministero;

il recente avvicendamento della dirigenza segna, inoltre, una pericolosa battuta d'arresto per provvedimenti in itinere a rilevanza esterna quali, ad esempio, la realizzazione di opere pubbliche, accordi di programma, convenzioni con istituzioni ed enti locali. Tale situazione genera, infine, insopportabili ostacoli nell'erogazione dei servizi ai cittadini e negli adempimenti contabili relativi a pagamenti di lavori affidati in appalto;

tutto il personale, con spirito di servizio, continua per quanto possibile a svolgere i propri compiti ma, allo stato attuale, si assiste ad un "si salvi chi può" che rischia di deteriorare definitivamente la struttura sarda e di "buttare al macero" professionalità scientifiche, tecniche, amministrative, maturate in decine di anni di esperienza sul territorio delle due province, nel Museo archeologico, all'interno degli uffici, nelle sedi operative,

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro ritenga opportuno valutare l'opportunità di: revocare l'atto di unificazione delle Soprintendenze archeologiche di Cagliari e Sassari; assegnare temporaneamente un dirigente a tempo pieno per la Sardegna, in attesa dell'espletamento dei concorsi per l'assegnazione delle sedi di Cagliari e Sassari; impartire indicazioni precise riguardanti le competenze relative alla gestione dei fondi assegnati alle Soprintendenze per il ripristino del funzionamento degli uffici, del pagamento delle indennità accessorie e l'effettuazione degli adempimenti contabili in sospeso; adottare, comunque, quei provvedimenti che consentano di risolvere l'attuale insostenibile situazione.

E pur si muove...qualcosa nel marasma si muove.


Davanti allo sfacelo approvato da Rutelli, proposto dall'ingerente governo Regionale Sardo, che non perde occasione di autocelebrarsi, soprattutto sul fronte dei Beni Culturali, qualcuno dalla parte opposta, chiederà al nostro Poeta di valutare l'ingestibile situazione sarda. L'isola oramai da tempo feudo dell'esaltazione passionale di archeologi e autonomisti...


mercoledì, aprile 16, 2008

Acquisire la responsabilità del disastro.

>Partito Democratico - Acquisire la responsabilità del disastro.

Non è servito a nulla...
il mio sospirato voto non è servito a nulla!
Il mio esame di coscienza non è servito a nulla.
Ma come avrebbe potuto? Uno contro tutti? Impossibile combattere contro la a-criticità italiana, ma soprattutto impossibile combattere contro tutte quelle cause ignorate dal governo Prodi prima e dal PD adesso, emerse molto prima delle elezioni, determinanti per il voto!
Signori che ora riceverete tutte quelle migliaia di euro (mentre io ho ancora 40 euro sul conto, visto che ho dovuto fare il biglietto per potervi votare), la colpa non è del cittadino, non gliela si può dare (nonostante si senta l'eco-web del "italiani ve lo siete meritati!"). La colpa è del politico, di colui che si assume l'onere di fare promesse!
L'avversario, all'interno di un ridicolo paradosso, ha mantenuto le sue promesse: è stato coerente nella sua disonestà, ha servito il suo fittizio reality su un piatto d'argento.
Ha vinto l'onestà di essere illegali!
Ma l'altra parte cosa ha fatto? Signori vi rendete conto che il cittadino italiano medio non ha la più pallida idea di cosa sia il PIL? Vi rendete conto che è in corso un disastro culturale che ha messo in ginocchio il paese e che vi ha fatto sentire campanelli d'allarme ovunque, non solo durante la campagna elettorale ma anche durante i due risicati anni di governo?
E inoltre vi siete illusi che potesse essere così facile come nei primi giorni di campagna elettorale, immersi nel verde degli uliveti dell’Umbria?Mai ignorare la controparte con le armi mediatiche!
Non spetta a me ricordarvi che la sfida per "la sinistra", se così si può definire, (la signora Binetti con tutto il rispetto, non mi sembra appartenervi neanche lontanamente), o per "l'alternativa" di stampo europeo che avete tentato di creare, è sempre più difficile! Il cittadino, che purtroppo in Italia è diventato ignorante e a-critico (non per colpa sua, ma per colpa vostra!) pensa questo:"è comunista e ha l'auto blu, è comunista e ha la camicia firmata, quindi è ipocrita e non lo voto!"
Voi cari sconfitti direte: "Ma no, non è così!", e io vi rispondo:"E questa sconfitta incredibile, come la mettiamo?". Che vi piaccia o no, il CITTADINO HA SEMPRE RAGIONE!
Avete fatto il grande gesto plateale di fare fuori De Mita per far annusare la finta aria di rinnovamento delle parole Veltroniane, e poi leggo nelle liste del mio seggio nomi di già noti e già conosciuti con una data di nascita che si muove tra il ’46 e il ’54. Che liste nuove e fresche!
E inoltre, fatevi un vero e proprio esame di coscienza e ricordatevi cosa urlavano i cittadini durante i funerali di Paolo Borsellino. La stampa straniera questo ci dice: abbiamo un tumore mafioso che è oramai diventato parte di noi! La mafia non è solo la nota attività criminale, ma è tutto l’atteggiamento che ognuno di noi e di voi ha nei confronti dello stato, nei confronti del bene comune!
Signori DOVETE RIMBOCCARVI LE MANICHE E LAVORARE: siete lontani dal cittadino, siete nemici e sconosciuti per il cittadino, dovete tornare in piazza e stare meno a Palazzo Madama. Dovete andare dal lavoratore, aiutarlo e sostenerlo, dovete rieducare il cittadino! Dovete disdegnare il tumore italiano insieme al cittadino...FATTI E NON PAROLE!
Avete perso e avete ributtato tanti giovani nell’amarezza e nel disastro!
Ma per fortuna, tanti di noi giovani espatriano nuovamente, Europa stiamo arrivando!

P.S. Caro Walter, è bene che sua figlia stia a Boston e non torni in Italia almeno per i prossimi 5 anni, anche se il suo ritorno è sempre meno traumatico del nostro!

Sognando Zapatero!

In Italia, due giorni fa, è stato scelta una cosa innominabile, coi capelli finti e un pezzo dell'A1 in testa, quale capo del governo (per chi avesse la memoria corta, il nano infame è salito ben 3 volte al governo). La cosa ha già iniziato a fare le prime figure di merda internazionali ed è deriso pure dalla destra spagnola!
Non è neanche salito a Palazzo Chigi! Ma com'è possibile? Ma come avete fatto a votarlo?

Vedere per credere...
Guerra contesta a Berlusconi: "¿Pero no es un delincuente?"El político italiano criticó la excesiva presencia femenina en el Ejecutivo de Zapatero, aplaudida sin embargo por Esperanza Aguirre.
Responden políticos españoles a dichos de Berlusconi sobre 'gabinete rosa'
El dirigente italiano tachó de demasiado rosa el nuevo gobierno español y advirtió a Zapatero que tendría problemas con tantas mujeres en su gabinete.
Políticos españoles de diferente tendencia salieron hoy al paso de los comentarios del dirigente italiano, Silvio Berlusconi, en los que tachaba de "demasiado rosa" el nuevo gobierno español y advertía al presidente, José Luis Rodríguez Zapatero, que tendría problemas con tantas mujeres en su gabinete. La presidenta de la región de Madrid, la conservadora Esperanza Aguirre, afirmó que éste "es el siglo de las mujeres" y que "una de las mejores cosas" que ha hecho el socialista Rodríguez Zapatero, es haber incluido "tantas mujeres" en su Ejecutivo. Más contundente ha sido el diputado socialista, Alfonso Guerra, quien, al ser preguntado por las declaraciones del político italiano, se limitó a decir: "¿Pero Berlusconi no es un delincuente?". "No hay nada más que decir sobre ese señor", añadió. Una de las directamente afectadas por sus comentarios, la nueva ministra de Igualdad, Bibiana Aído, le trasladó al líder del Pueblo de la Libertad y ganador de las elecciones generales italianas el mensaje de que "es obvio que las mujeres están igualmente preparadas que los hombres para asumir responsabilidades políticas". Eso es algo, añadió, que "está más que demostrado". Berlusconi parece no tenerlo tan claro, a juzgar por sus palabras de este martes, en las que alertaba, entre risas y bromas, que "Zapatero se lo ha buscado, tendrá serios problemas para gobernar con tantas mujeres". En su primera rueda de prensa tras ganar por tercera vez unas elecciones generales en Italia, Berlusconi expresó su simpatía hacia el presidente del Gobierno español, del que dijo que "es muy simpático" y desveló que había hablado por teléfono con él, en una conversación en la que "se partieron de risa".

Proprio per questo...da stanotte sognerò Zapatero!!!!
Zapatero 04Zapaterozapatero_mrbeanzapatero1zapatero2004

José Luis Rodríguez Zapatero (Valladolid, 4 agosto 1960) è un politico spagnolo, presidente del Governo dal 17 aprile del 2004. Nato da una famiglia di simpatie socialiste (il nonno combatté nella Guerra civile spagnola e fu ucciso dai franchisti), Zapatero aderì al Partito Socialista Operaio Spagnolo nel 1979, poco dopo la morte di Francisco Franco e il ritorno alla democrazia. Nel 1982 si laureò in diritto e divenne, qualche mese dopo, docente universitario a León, ma la passione per la politica prevalse e, raggiunta l'età in cui non poteva più essere chiamato a svolgere il servizio militare, terminò la carriera accademica.

martedì, aprile 15, 2008

LUTTO

E' finita finita...Non ho parole, non ho pensieri non ho nulla. L'Italia è finita...
Cercherò di aggiornare il Blog con le pagine dei giornali stranieri che forse meglio degli Italiani hanno compreso il danno.
Vorrei definire il disastro con una frase.
"Ha vinto l'onestà di essere illegali"
Siamo davanti ad un collasso storico culturale, noi laboratorio politico, siamo stati capaci di autodistruggerci
Non vorrei prendere a schiaffi gli italiani che hanno votato (tassinari, commercianti, militari, medici, insegnanti etc.etc.)...ma vorrei avere un dialogo con la pseudo-alternativa di sinistra che ho votato per evitare il danno...vorrei riunirmi con loro e parlare con loro, dicendogli che è stata la loro ipocrisia a generare questo!
Die Zeit-15 Apr.2008 Von Birgit Schönau

Berlusconi, schon wieder

"...Die Italiener wollen all’ das. Sie finden es gut und richtig. Sie setzen weiterhin ihre Hoffnungen in einen Mann, der dem internationalen Ansehen ihres Landes immensen Schaden zugefügt hat und dem die Sanierung der Staatsfinanzen ebenso Schnuppe ist wie die Bekämpfung des organisierten Verbrechens. In seiner letzten Amtszeit als Premier hat Berlusconi vor allem eine Reihe von ad-Personam-Gesetzen erlassen, um die Strafermittler von sich fernzuhalten und sein Vermögen zu mehren..."
Die Zeit-15 Apr.2008 von Francesco di Donato
"Land des Abfalls"
Italien steckt in einer politischen und institutionellen Sackgasse. Seine Gesetze dienen einzig dem Zweck, Verantwortlichkeiten zu verwischen.

italien-artikel

http://derstandard.at/ Blog

Der letzte Sozialist
Nach 116 Jahren ist Italiens älteste Partei nicht mehr im Parlament
vertreten. Der 1895 von Filippo Turati gegründete Partito Socialista
Italiano, der sogar den Faschismus überlebte, verliert mit Enrico
Boselli seinen letzten Parlamentarier.Verbitterter Kommentar des 50-jährigen
Abgeordneten aus Bologna: "Walter Veltroni hat Italiens Linke
zerschlagen. Mein Kompliment!"

Continuerò ad oltranza...
Il posto ideale per vivere è quello dove è più naturale vivere come stranieri. [Italo Calvino], perchè vivere in Italia con Berlusconi e Bossi, non è vivere!

lunedì, aprile 14, 2008

Una scelta difficile, ma necessaria!

12 aprile

Una scelta difficile ma Necessaria

contributo inviato da LauraS1980 il 12 aprile 2008

Caro Walter Veltroni,
tornerò in Italia domani, al costo di 120 euro, con appena 190 euro nel conto (perchè il caro Renato Soru fa le promesse e poi non paga!) per fare una scelta difficile ma necessaria, per adempiere, seppur con una terribile legge elettorale, ad uno dei pochi diritti rimasti, che non ancora non è diventato un privilegio!
Vedere il mio bel paese dall'estero e studiarlo dall'estero è cosa assai differente, e mi costringe a vivere in una profonda indecisione che nell'ultima settimana mi ha tenuta incollata allo schermo tv e al computer, come non mai!
La mia è una fiducia travagliata: sono passata da entusiasmi iniziali, a forti delusioni, dall'idea del non voto all'idea della vidimazione, e sono approdata a scrivere una lettera al PD che forse non leggerà nessuno.
Cosa mi ha convinto? Ancora nulla...
Ma da profonda umanista quale sono, penso sempre che nel vaso di Pandora rimanga la speranza e con queste righe ti offro la mia fiducia, in mezzo allo sconforto di un futuro incerto da ricercatrice, di remote possibilità di un rientro meritocratico nella mia isola, di una sopravvivenza tra la passione per la ricerca archeologica e la necessità di fare i conti con un'Italia sempre più schiava del personalismo, del parastato, della cooptazione, dell'annullamento culturale...un’ Italia schiava di cattivi Italiani, un’Italia serva dei suoi stessi figli che oramai sono più vecchi di lei, un Italia che devo cercare di difendere all'estero, ma nella quale inizio a non credere più, neanche io.
Ci ho provato, ci soffro...
Il mio voto al Suo partito, che altro non è che un voto di una delusa e schifata indecisa, sarà forse l'ultimo tentativo di lotta silenziosa, affinché i Beni Culturali non siano un ossimoro, affinché la nostra infinita e sterminata cultura possa essere un vanto per gli italiani e una guida per risollevare un paese depresso seppur illuminato dal sole, dalle acque inquinate seppur bagnato dal mare, un paese nervoso, deluso, violento e cattivo perchè il lavoro è diventato un privilegio (a volte è la morte) e non un diritto...
Non voglio continuare il mio soliloquio di rassegnazione che mi trattiene (e credo mi tratterrà a lungo), seppur a malincuore, lontana da casa...forse non lo leggerete, ma sappiate che a poche ore dal voto, in un certo qual modo avete convinto un'indecisa.

Che la mia fiducia non sia mal riposta,

che veramente possiate credere nel Bene Comune e non solo nel bene di chi è come voi e vicino a voi...

perchè è stata una scelta difficile...ma necessaria!

Laura Soro

lunedì, marzo 03, 2008

Lingua Sarda e Letteratura Sarda in Sardo e in Italiano

Al ritorno da Milano, come un sasso nel piede ho necessità di fornire documentazioni e testimonianze scientifiche sul fatto che esista una LINGUA SARDA, sul fatto che esista una LETTERATURA SARDA, sia in lingua SARDA che in ITALIANO.
Difronte al diffondersi di profonda ignoranza determinata da un incontrollato abuso della comunicazione che fa purtroppo filtrare il terribile messaggio del "più è famoso, più è importante" sento il dovere MORALE nel dare questo contributo, affinchè le menti mediocri si ricredano sui loro dogmi, sulle loro ingenue ignoranze nei confronti di quello che è la lingua sarda e la letteratura sarda.
Partendo dai siti più diretti, riferibili alla regione, cercherò di fornire tutti quei link internazionali che possano evitare un campanilismo di informazione e che possano far comprendere che il sardo, nelle sue varianti è una lingua parlata da 1.600.000 persone , che ha una sua letteratura sia in lingua sarda (che attesta le sue prime testimonianze nel Medioevo sino ad arrivare ai giorni nostri) che in lingua italiana (è prova della sua validità Grazia Deledda, unica donna italiana, NOBEL per LA LETTERATURA nel 1926).


Chiedo aiuto a tutti i contatti che la pensano come me...

http://www.sardegnacultura.it/linguasarda/

http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_sarda

http://www.sil.org/iso639-3/documentation.asp?id=srd

http://www.eurolang.net/index.php?option=com_content&task=view&id=22&Itemid=55&lang=sc
http://www.eurolang.net/index.php?option=com_content&task=view&id=83&Itemid=52&lang=sc
http://www.uoc.es/euromosaic/web/document/sard/an/e1/e1.html

La sua grandezza, sebbene poco conosciuta dal pubblico medio, è provata dall'interesse internazionale che i dipartimenti di lingue romanze hanno avuto nei suoi confronti

http://www.lingrom.fu-berlin.de/sardu/

e molto altro ancora...

martedì, febbraio 19, 2008

Libera Donna

NESSUNO TOCCHI LA 194
LIBERA DONNA

A: Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra

PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Elisabetta Visalberghi

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza. Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze. Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro). Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.


mercoledì, novembre 14, 2007

Lo schifo delle Università Italiane

LO SCHIFO DELLE UNIVERSITà ITALIANE!
Recenti fatti di cronaca hanno indicato nell’università italiana un malato cronico. Test truccati, carriere programmate per gli “amici degli amici”, una classe docente che è la più anziana d’Europa, un sistema di concorsi che premia tutto tranne il merito. Ilaria D’amico, grazie all’ausilio dei servizi realizzati dalla nostra redazione, ne parla in studio con il ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi, il Rettore dell’Università di Roma "Tor Vergata", Alessandro Finazzi Agrò, il direttore de "Il Messaggero" Roberto Napoletano e un gruppo di studenti universitari.

I nostri servizi cercano di mettere in evidenza alcuni aspetti negativi dell’Università italiana. Il primo, è che sembra mancare del tutto la meritocrazia. In alcuni casi i concorsi sono già decisi prima ancora di essere banditi; come denuncia il nostro testimone, spesso i concorsi sono costruiti attorno alle capacità del candidato prescelto. Inoltre, anche i test di ingresso nelle facoltà a numero chiuso, come dimostrano alcune indagini della guardia di finanza, diventano una lucrosa barriera di accesso che arricchisce alcuni, e penalizza molti.

Sembra invece ancora fortemente radicato in alcune nostre università, il fenomeno del nepotismo; non è raro infatti, come documentato dal nostro servizio (all’interno del quale sono stati utilizzati nomi di fantasia), trovare intere famiglie che si spartiscono il potere accademico.

http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=15&ID=1285

E ancora...
www.magazine.unibo.it/NR/rdonlyres/1D6BADEA-411D-42AC-8EC4-621D38086197/90437/20070705.pdf