giovedì, febbraio 05, 2009

ANALFABETISMO di Antonio Gramsci

ANALFABETISMO
Antonio Gramsci

Perché in Italia ci sono ancora tanti analfabeti?. Perché in Italia c'è troppa gente che limita la propria vita al campanile, alla famiglia. Non è sentito il bisogno dell'apprendimento della lingua italiana, perché per la vita comunale e famigliare basta il dialetto, perché la vita di relazione si esaurisce tutta quanta nella conversazione in dialetto. L'alfabetismo non è un bisogno, e perciò diventa un supplizio, un'imposizione di prepotenti. Per farlo diventare bisogno occorrerebbe che la vita generale fosse più fervida, che essa investisse un numero sempre maggiore di cittadini, e così facesse nascere autonomamente il senso del bisogno, della necessità dell'alfabeto e della lingua. Ha più giovato all'alfabetismo la propaganda socialista di tutte le leggi sull'insegnamento obbligatorio. La legge è un'imposizione: può importi di frequentare la scuola, non può obbligarti a imparare, e, quando abbia imparato, a [non] dimenticare. La propaganda socialista desta subito il sentimento vivo del non essere solo individui di una piccola cerchia d'interessi immediati (il comune e la famiglia), ma i cittadini di un mondo più vasto, con gli altri cittadini del quale bisogna scambiare idee, speranze, dolori. La coltura, l'alfabeto ha così acquistato uno scopo, e fino a quando questo scopo vive nelle coscienze, l'amore del sapere si affermerà imperioso. E' verità sacrosanta, di cui i socialisti possono andar fieri: l'analfabetismo sparirà completamente, solo quando il socialismo l'avrà fatto sparire, perché il socialismo è l'unico ideale che può fare diventare cittadini, nel senso migliore e totale della parola, tutti gli italiani che ora vivono solo dei loro piccoli interessi personali, uomini nati solo a consumar vivande.

"La Città futura", p. 2. Raccolto in SC, 81-82.

No al commissariamento delle Sopr. Archeologiche di ROMA e OSTIA


giovedì, gennaio 22, 2009

Noi vittime dei Preti pedofili (l'Espresso 22-01-2009)

Noi vittime dei preti pedofili

di Paolo Tessadri
(da L'Espresso del 22-01-2009)

Decine di bambini e ragazzi sordi violentati e molestati in un istituto di Verona fino al 1984. E dopo decenni di tormenti, gli ex allievi trovano la forza di denunciare gli orrori. Ma molti dei sacerdoti sono ancora lì
er oltre un secolo è stato un simbolo della carità della Chiesa: una scuola specializzata per garantire un futuro migliore ai bambini sordi e muti, sostenendoli negli studi e nell'inserimento al lavoro. L'Istituto Antonio Provolo di Verona ospitava i piccoli delle famiglie povere, figli di un Nord-est contadino dove il boom economico doveva ancora arrivare. Fino alla metà degli anni Ottanta è stato un modello internazionale, ma nel tetro edificio di Chievo, una costruzione a metà strada tra il seminario e il carcere, sarebbero avvenuti episodi terribili.
Solo oggi, rincuorati dalle parole di condanna pronunciate da papa Ratzinger contro i sacerdoti pedofili, decine di ex ospiti hanno trovato la forza per venire allo scoperto e denunciare la loro drammatica esperienza: "Preti e fratelli religiosi hanno abusato sessualmente di noi". Un'accusa sottoscritta da oltre 60 persone, bambini e bambine che hanno vissuto nell'Istituto, e che ora scrivono: "Abbiamo superato la nostra paura e la nostra reticenza".
Gli abusi di cui parlano sarebbero proseguiti per almeno trent'anni, fino al 1984. Sono pronti a elencare una lunga lista di vittime e testimoni, ma non possono più rivolgersi alla magistratura: tutti i reati sono ormai prescritti, cancellati dal tempo. I sordomuti che dichiarano di portarsi dentro questo dramma sostengono però di non essere interessati né alle condanne penali né ai risarcimenti economici. Loro, scrivono, vogliono evitare che altri corrano il rischio di subire le stesse violenze: una decina dei religiosi che accusano oggi sono anziani, ma restano ancora in servizio nell'Istituto, nelle sedi di Verona e di Chievo. Per questo, dopo essersi rivolti al vescovo di Verona e ai vertici del Provolo, 15 ex allievi hanno inviato a 'L'espresso' le testimonianze - scritte e filmate - della loro esperienza.
Documenti sconvolgenti, che potrebbero aprire uno squarcio su uno dei più gravi casi di pedofilia in Italia: gli episodi riguardano 25 religiosi, le vittime potrebbero essere almeno un centinaio.

La denuncia
Gli ex allievi, nonostante le difficoltà nell'udito e nella parola, sono riusciti a costruirsi un percorso di vita, portandosi dentro le tracce dell'orrore. Dopo l'esplosione dello scandalo statunitense che ha costretto la Chiesa a prendere atto del problema pedofilia, e la dura presa di posizione di papa Benedetto XVI anche loro hanno deciso di non nascondere più nulla. Si sono ritrovati nell'Associazione sordi Antonio Provolo e poi si sono rivolti alla curia e ai vertici dell'Istituto. Una delle ultime lettere l'hanno indirizzata a monsignor Giampietro Mazzoni, il vicario giudiziale, ossia il magistrato del Tribunale ecclesiastico della diocesi di Verona. È il 20 novembre 2008: "I sordi hanno deciso di far presente a Sua Eminenza il Vescovo quanto era loro accaduto. Nella stanza adibita a confessionale della chiesa di Santa Maria del Pianto dell'Istituto Provolo, alcuni preti approfittavano per farsi masturbare e palpare a loro volta da bambine e ragazze sorde (la porta era in quei momenti sempre chiusa a chiave).
I rapporti sodomitici avvenivano nel dormitorio, nelle camere dei preti e nei bagni sia all'Istituto Provolo di Verona che al Chievo e, durante il periodo delle colonie, a Villa Cervi di San Zeno di Montagna". E ancora: "Come non bastasse, i bambini e ragazzi sordi venivano sottoposti a vessazioni, botte e bastonature. I sordi possono fare i nomi dei preti e dei fratelli laici coinvolti e dare testimonianza". Seguono le firme: nome e cognome di 67 ex allievi.

Le storie
I protagonisti della denuncia citano un elenco di casi addirittura molto più lungo, che parte dagli anni Cinquanta. Descrivonomezzo secolo di sevizie, perfino sotto l'altare, in confessionale, dentro ai luoghi più sacri.
Quei bambini oggi hanno in media tra i 50 e i 70 anni: il più giovane compirà 41 anni fra pochi giorni. Qualcuno dice di essere stato seviziato fino quasi alla maggiore età. Gli abusi, raccontano, avvenivano anche in gruppo, sotto la doccia. Scene raccapriccianti, impresse nella loro memoria. Ricorda Giuseppe, che come tutti gli altri ha fornito a 'L'espresso' generalità complete: "Tre ragazzini e tre preti si masturbavano a vicenda sotto la doccia". Ma la storia più angosciante è quella di Bruno, oggi sessantenne, che alla fine degli anni Cinquanta spiccava sugli altri bambini per i lineamenti angelici: era il 'bello' della sua classe. E solo ora tira fuori l'incubo che lo ha tormentato per tutta la vita: "Sono diventato sordo a otto anni, a nove frequentavo il Provolo che ho lasciato a 15 anni. Tre mesi dopo la mia entrata in istituto e fino al quindicesimo anno sono stato oggetto di attenzioni sessuali, sono stato sodomizzato e costretto a rapporti di ogni tipo dai seguenti preti e fratelli.". Ha elencato 16 nomi. Nella lista anche un alto prelato, molto famoso a Verona: due sacerdoti del Provolo avrebbero accompagnato Bruno nel palazzo dell'ecclesiastico.
"Era il 1959, avevo 11 anni. Mi ha sodomizzato e preteso altri giochi sessuali. È stata un'esperienza terribile che mi ha procurato da adulto gravi problemi psicologici".

Il dramma
Un altro ex allievo, Guido, dichiara di essere stato molestato da un prete: "Avveniva nella sua stanza all'ultimo piano. E mi costringeva a fare queste cose anche a Villa Cervi durante le colonie estive e al campeggio sul lago di Garda". Carlo è rimasto all'istituto dai 7 ai 18 anni, e chiama in causa un altro sacerdote: "Mi costringeva spesso con punizioni (in ginocchio per ore in un angolo) e percosse (violenti schiaffi e bastonature) ad avere rapporti con lui". Altre volte si sarebbe trattato di bacchettate sulle mani, mentre di notte "nello stanzone dove dormivo con altri sordi spesso mi svegliava per portarmi nei bagni dove mi sodomizzava o si faceva masturbare. Non ho mai dimenticato".
Sono racconti simili. Tragedie vissute da bambini di famiglie povere, colpiti dalla sordità e poi finiti tra le mura dell'istituto; drammi tenuti dentro per decenni. Ricostruisce Ermanno: "La violenza è avvenuta nei bagni e nelle stanze dell'Istituto Provolo e anche nella chiesa adiacente". "Se rifiutavo minacciava di darmi un brutto voto in condotta, questi fatti mi tornano sempre in mente", scrive un altro. Giuseppe qualche volta a Verona incontra il suo violentatore, "ancora oggi quando lo vedo provo molto disagio. Non sono mai riuscito a dimenticare". Stando alle denunce, le vittime erano soprattutto ragazzini. Ma ci sono anche episodi testimoniati da bambine. Lina ora ha cinquant'anni, è rimasta "all'istituto per sordomuti dai sei ai 17 anni. A tredici anni nella chiesa, durante la confessione faccia a faccia (senza grata), il sacerdote mi ha toccata il seno più volte. Ricordo bene il suo nome. Io mi sono spaventata moltissimo e da allora non mi sono più confessata". Giovanna scrive che un altro prete "ha tirato fuori il membro e voleva che lo toccassi". E per molte ragazzine i fatti avvenivano nella chiesa dell'istituto, sotto l'altare. A qualcuna, però, è andata molto peggio.

Gli esposti
Oggi l'Istituto Antonio Provolo ha cambiato completamente struttura e missione. Le iniziative per il sostegno ai sordomuti sono state ridimensionate e vengono finanziate anche dalla Regione Veneto. Adesso l'attività principale è il Centro educativo e di formazione professionale, gestito interamente da laici, che offre corsi d'avanguardia per giovani ed è specializzato nella riqualificazione di disoccupati. Al vertice di tutto ci sono sempre i religiosi della Congregazione della Compagnia di Maria per l'educazione dei sordomuti, che dipendono direttamente dalla Santa Sede. Alla Congregazione si sono rivolti gli ex allievi chiedendo l'allontanamento dei sacerdoti chiamati in causa.Secondo la loro associazione, "c'è già stata più di un'ammissione di colpa". La più importante risale al 2006, quando don Danilo Corradi, superiore generale dell'Istituto Provolo, avrebbe incontrato più di 50 ex allievi. Secondo l'Associazione, il superiore a nome dell'Istituto avrebbe chiesto 12 volte scusa per gli abusi commessi dagli altri religiosi. I testimoni ricostruiscono una riunione dai toni drammatici: don Corradi che stringe il capo fra le mani, suda, chiede perdono, s'inginocchia. Ma i sordomuti avrebbero preteso l'allontanamento dei sacerdoti coinvolti, senza ottenerlo. A 'L'espresso' don Danilo Corradi fornisce una versione diversa: "Ho sentito qualcosa, ma io sono arrivato nel 2003 e di quello che è successo prima non so. Non rispondo alle accuse, non so chi le faccia: risponderemo dopo aver letto l'articolo".

La Curia
Da quasi due anni gli ex allievi si sono appellati anche alla Curia di Verona, informandola nel corso di più incontri. Il presidente della Associazione sordi Antonio Provolo, Giorgio Dalla Bernardina, ne elenca tre: a uno hanno preso parte 52 persone. E scrive al vescovo: "Nonostante i nostri incontri in Curia durante i quali abbiamo fatto presente anche e soprattutto gli atti di pedofilia e gli abusi sessuali subiti dai sordomuti durante la permanenza all'istituto, a oggi non ci è stata data alcuna risposta". L'ultima lettera è dell'8 dicembre 2008. Pochi mesi prima, a settembre, avevano fatto l'ennesimo tentativo, inviando una raccomandata al vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti. Senza risposta, "nonostante le sue rassicurazioni e promesse di intervento". Questa missiva è stata firmata da tre associazioni di sordi: Associazione Sordi Antonio Provolo, Associazione non udenti Provolo, Associazione sordi Basso Veronese-Legnago.
Il vescovo, interpellato da 'L'espresso', replica con una nota scritta: "Il Provolo è una congregazione religiosa. In quanto tale è di diritto pontificio e perciò sotto la giurisdizione del Dicastero dei religiosi. La diocesi di Verona, sul cui territorio è sorta la Congregazione, apprezza l'opera di carattere sociale da essa svolta in favore dei sordomuti". Poi monsignor Giuseppe Zenti entra nel merito: "Per quanto attiene l'accusa di eventuale pedofilia, rivolta a preti e fratelli laici, che risalirebbe ad alcune decine di anni fa, la diocesi di Verona è del tutto all'oscuro. A me fecero cenno del problema alcuni di una Associazione legata al Provolo, ma come ricatto rispetto a due richieste di carattere economico, nell'eventualità che non fossero esaudite. Tuttavia a me non rivolsero alcuna accusa circostanziata riferita a persone concrete, ma unicamente accuse di carattere generico. Non ho altro da aggiungere se non l'impegno a seguire in tutto e per tutto le indicazioni contenute nel codice di diritto canonico e nelle successive prese di posizione della Santa Sede. Nella speranza che presto sia raggiunto l'obiettivo di conoscere la verità dei fatti".
L'Associazione sordi Antonio Provolo risponde al vescovo negando qualunque ricatto o interesse economico: "Gli abbiamo soltanto fatto presente i problemi, noi vogliamo che quei sacerdoti vengano allontanati perché quello che hanno fatto a noi non accada ad altri".

mercoledì, gennaio 21, 2009

Diversi buoni motivi per cui è MEGLIO SORU!

Il debito totale del bilancio regionale è stato ridotto, in 4 anni, di oltre 2400 milioni di euro.
In Sardegna, nel 2004, si è arrivati a spendere l’esorbitante cifra di 340 milioni di euro per la formazione professionale.
Nel 2004, la Regione Sardegna, enormemente indebitata, impiegava il 98% delle risorse del proprio bilancio per le spese correnti, ovvero stipendi del personale, locali ecc., mentre ora questa percentuale è scesa al 65%: ciò consente di investire il restante 35% nelle politiche sociali, sanitarie, dell’istruzione ecc.

Durante l’amministrazione Soru le auto blu della Regione sono passate da 750 a 50.
L’amministrazione Soru ha eliminato circa 1000 posti di sottogoverno negli enti pubblici, tra cui, ad esempio, le Comunità Montane: non a caso, Soru è uno dei pochi uomini politici elogiati dal libro “La Casta”.
Il 28 aprile 2006, per la prima volta nella storia, la Giunta ha adottato una delibera in lingua sarda.
Grazie alla vittoriosa vertenza entrate condotta dalla Giunta Soru, l’ammontare delle entrate regionali è cresciuto, nel periodo 2007-2009, di 1458 milioni di euro. Si trattava di denaro di spettanza della Sardegna ma che lo Stato tratteneva, inspiegabilmente, a Roma; Soru è riuscito a restituire alla Sardegna queste somme.
Per evitare conflitti di interessi, Soru ha ceduto le proprie azioni Tiscali e Unità al prof. Racugno, illustre studioso e persona di specchiata moralità e indipendenza, che le gestirà senza che Soru possa intervenire in alcun modo. La Sardegna è la prima Regione italiana ad aver disciplinato questa materia.
La connessione veloce a internet serviva, nel 2004, solo il 24% dei comuni sardi mentre, nel 2009, la Regione Sardegna sarà la prima, in Italia, a servire il 100% dei Comuni.
La Regione, per la prima volta, ha destinato un finanziamento di 6 milioni di
euro affinché le categorie più deboli venissero sostenute nel pagamento del canone d’affitto.
La Regione ha finanziato oltre 1000 richieste per l’acquisto della prima casa.
L’ex Cartiera di Arbatax, con il contributo della Regione, è stata trasformata in un polo nautico di eccellenza per la costruzione di imbarcazioni, con la
previsione di 700 assunzioni.

Grazie alla legge regionale n. 6/2008 il costo dell’acqua per usi irrigui è diminuito del 65%.
Secondo i dati Istat gli occupati in Sardegna sono passati dai 575.000 del primo
trimestre 2004 ai 633.000 del secondo trimestre 2008.


… E CHE…

Ugo Cappellacci,
figlio del commercialista di Berlusconi, non è, come vorrebbero far credere, una
novità della politica regionale.
E’ stato assessore al Bilancio ai tempi della giunta Masala, anni 2003-2004:
ovvero l’amministrazione di centrodestra che ha portato il bilancio regionale (di cui proprio lui era responsabile) alla drammatica situazione di indebitamento di cui si è detto. Lo stesso Masala è stato condannato dalla Corte dei Conti a rimborsare 470.000 euro (La Nuova Sardegna, 16 giugno 2008).
Cappellacci è poi diventato assessore al bilancio del Comune di Cagliari: anche qui, con risultati pessimi che hanno condotto le casse comunali ad una situazione disastrosa.

Silvio Berlusconi, che a parole si definisce “un nostro concittadino”, non ha nominato alcun ministro né sottosegretario sardo (salvo Giuseppe Cossiga). Nei giorni dell’alluvione di Capoterra non ha inviato alcun messaggio di cordoglio; nè ha evitato che la sua maggioranza si opponesse all’aumento, proposto da alcuni parlamentari sardi, dei fondi per gli sfollati; ha provato a spostare la sede del G8, già prescelta, da La Maddalena a Napoli; ha fatto eleggere nelle
liste bloccate sarde 5 parlamentari non sardi.

Il Sindaco di Cagliari, Emilio Floris, ha bloccato l’Accordo di Programma, sottoscritto con la Regione, con cui si stanziavano circa 210 milioni di euro per la città capoluogo; denaro col quale, tra le altre cose, l’amministrazione Soru intendeva ricostruire il quartiere di S. Elia e creare un campus universitario con 1000 posti letto in Viale La Playa.
Floris ha impedito che ciò avvenisse. Paolo Maninchedda è uno degli artefici dell’alleanza tra il suo nuovo partito, il Psd’Az, e il centrodestra.
Ma, nel 2004, lo stesso Maninchedda si candidò a sostegno dello schieramento di Soru, nelle cui file venne eletto.
L’Unione Sarda e Videolina, in 5 anni, non hanno mai concesso un’intervista a Renato Soru: il Presidente della Regione, intervistato da tutti i più importanti giornali e televisioni del nostro Paese, non ha avuto spazio sulla principale emittente locale regionale né sul più importante quotidiano sardo. La ragione è semplice: l’editore di Unione Sarda e Videolina, Sergio Zuncheddu, molto vicino a Berlusconi, si è visto bloccare sontuosi progetti immobiliari sul suolo sardo a causa della legge salvacoste.

Questo piccolo schema mette a confronto le politiche del centrodestra con quelle attuate, in questi 5 anni, da Renato Soru e dalla sua maggioranza in quattro settori cruciali quali sanità, istruzione, ambiente e trasporti.

LE POLITICHE DI SORU E DEL CENTRODESTRA

SANITA'
SORU Sanità – Senza l’imposizione di alcun ticket, il sistema sanitario pubblico sardo, che nel 2004 soffriva di ingenti debiti, è stato risanato; ora la Sardegna è una delle poche regioni italiane con i conti in equilibrio. Ciò ha
permesso enormi investimenti, raddoppiati rispetto agli anni del centrodestra; dopo 20 anni in cui si parlava continuamente di chiusure, sono in costruzione o
progettazione 5 nuovi ospedali; i piani personalizzati per persone disabili sono passati da circa 5 mila nel 2004 a quasi 20mila nel 2008.

BERLUSCONI Sanità – Il centrodestra non ha una medesima idea della sanità pubblica. Silvio Berlusconi, che ispira la politica dei suoi colleghi di partito sardi, ha proposto, anziché di rendere virtuosa la spesa, di privatizzare gli
ospedali pubblici in difficoltà (La Stampa.it, 29 settembre 2008).

Questa è un’idea che va contro i principi sanciti dalla Costituzione, la quale afferma che “La Repubblica garantisce cure gratuite agli indigenti” (art. 32).
Smobilitare la sanità pubblica significa ledere questo principio a
favore dei profitti delle cliniche private.

ISTRUZIONE SORU
Istruzione - La Giunta-Soru ha attuato un piano di sostegno agli studenti di proporzioni mai viste nella storia dell’autonomia sarda.
500 euro al mese per gli universitari meritevoli, oltre all’aumento del numero delle borse di studio per non abbienti;
progetto Master and Back per consentire ai giovani laureati di fare esperienze di formazione all’estero con contributi regionali di migliaia di euro mensili;
stanziamento di fondi cospicui per la ricerca; progetto Sardinia Speaks English per l’insegnamento gratuito della lingua inglese alla cittadinanza.

BERLUSCONI Istruzione - Con la c.d. “riforma Gelmini”, il Governo Berlusconi ha operato un enorme taglio di risorse alla scuola e all’università pubblica. Il tutto a vantaggio degli istituti privati, frequentati per lo più da alunni provenienti da famiglie benestanti, che non sono stati toccati dai cruciali quali sanità, istruzione, ambiente e trasporti.


AMBIENTE

SORU Ambiente - La Giunta-Soru ha fatto della tutela dell’ambiente il cavallo di battaglia della propria politica. Sono state bloccate le speculazioni da tempo in atto sulle coste; queste iniziative hanno portato alla nomina di Soru da parte dell’Onu ad “ambasciatore delle coste”. La percentuale di raccolta differenziata è passata in questi 5 anni da un misero 5% a un eccellente 40%, quasi dimezzando la quantità di rifiuti in discarica. L’impegno della Regione nella lotta agli incendi ha portato la Sardegna al primo posto per rapidità di intervento e capacità di estinzione degli incendi boschivi.

BERLUSCONI Ambiente - Berlusconi dà l’impressione di interessarsi delle coste sarde solamente per quanto riguarda i propri interessi personali. La fortissima opposizione del suo partito alla legge salva-coste derivava anche dal fatto che la nuova normativa ha bloccato i progetti riguardanti Costa Turchese e la fascia intorno a Capo Ceraso, di fronte all’isola di Tavolara, dove la famiglia Berlusconi intendeva costruire ville e alberghi su 500 ettari e un porto turistico per duemila imbarcazioni (fonte: Corriere della Sera, 7 settembre 2006).

Ben noto è il vergognoso condono edilizio varato nel 2003 dal Governo Berlusconi, che in Sardegna ha riguardato 17mila edifici costruiti abusivamente a partire dal 1993 (Fonte: L’Unione Sarda, 14 settembre 2003).
Ugo Cappellacci è stato un fiero sostenitore del referendum, tenutosi il 5 ottobre 2008 e miseramente fallito, per l’abrogazione della legge salvacoste.

TRASPORTI SORU -
Trasporti - Grazie alle politiche della Giunta Soru si sono quadruplicati i passeggeri dei voli aerei a basso costo, il che ha contribuito a consentire nel 2008, per la prima volta, che negli aeroporti sardi si superasse il muro dei 6 milioni di passeggeri; con evidenti benefici per il turismo. È stato varato un programma di investimenti per l’acquisto di 540 autobus a.r.s.t., azienda sull’orlo del fallimento nel 2004; è stata inaugurata la metropolitana di superficie a Cagliari e Sassari. Entro 2 anni, dopo il primo viaggio di prova svoltosi l’anno scorso, sarà possibile spostarsi in treno da Cagliari a Sassari in sole 2 ore. Sono stati investiti 1600 milioni di euro per la strada 131, 450 milioni per la Sassari-Olbia e 90 milioni per la 554. La giunta guidata da Renato Soru si è battuta, in questi anni, per abolire la situazione di monopolio della compagnia di navigazione Tirrenia, che riceve un’enorme quantità di finanziamenti pubblici.

BERLUSCONI Trasporti - Il ministro dei Trasporti del Governo Berlusconi, Altero Matteoli, il 7 novembre 2008 faceva sapere che “il Governo avanzerà una richiesta di proroga dell’attuale convenzione” con la Tirrenia, per poi attuarne la privatizzazione (La Repubblica, 7 novembre 2008). La convenzione sarebbe, altrimenti, scaduta nel 2008.

martedì, gennaio 13, 2009

Meglio SORU perchè il vero capitale è la CULTURA e l'ISTRUZIONE


http://www.renatosoru.it/j/x/85?s=4&v=9&c=27
5&va=x&na=1&n=8&id=6109

<<>>
Chi mai in Sardegna ha osato dire cose simili, chi mai per la Sardegna ha pensato un futuro così, chi?
In cinque anni ci ha provato, lasciamolo continuare
MEGLIO SORU!!!

lunedì, ottobre 27, 2008

Un ministro da Nobel

Caro Silvio,
tra uno che il Nobel non lo ha mai vinto e tanti che in Italia lo hanno vinto...perchè non hai scelto qualcuno che il Nobel lo avesse vinto per davvero?!?!
Dalla Montalcini a Dario Fo...per esempio, potevi richiamare Capecchi dagli Stati Uniti, lui è fresco fresco di Nobel...e invece no! Hai scelto uno psiconano che il Nobel non lo ha mai vinto ma è convinto del fatto che lo avrebbe potuto vincere perchè un giornalista lo ha iscritto nella lista dei potenziali Nobel...
Siamo alla frutta...L'Italia è il paese delle Banane!
gurdatevi il video, fa morire dal ridere!
http://it.youtube.com/watch?v=pXKBd3Cg8f0&feature=related

La ricerca va a fuoco e l'Italia è terribilmente arsa dall'ignoranza!

La polemica continua, il disastro non è imminente, è già avvenuto e ora si cerca di correre ai ripari per trovare la speranza di un barlume di cambiamento...Si tenta di salvare il salvabile!
Mi riferisco allo stato della ricerca in Italia, alla qualità degli Atenei, delle scuole Medie superiori ed inferiori, delle scuole elementari e materne. Mi riferisco a quel mondo della produzione culturale che in Italia sta scomparendo, o forse...è già scomparso.
Anche il famoso settimanale NATURE riporta il baratro nel quale l'attuale Governo ci ha spinto e dal quale, il governo precedente non ci ha risparmiati.
Poichè ritengo sia superfluo continuare a discutere e scrivere parole, spero che i pochi lettori di questo blog si accontentino di leggere le parole del NATURE (o anche questo è un settimanale strumentalizzato dalla sinistra?) e possano farsi un'idea guardando il video che ha per protagonista il nostro tanto amato ministro Brunetta.


Nature 455, 835-836 (16 October 2008) | doi:10.1038/455835b; Published online 15 October 2008

Editorial
Cut-throat savings

<page 840). If passed, as expected, the bill would dispose of nearly 2,000 temporary research staff, who are the backbone of the country's grossly understaffed research institutions — and about half of whom had already been selected for permanent jobs.

Even as the scientists were marching, Silvio Berlusconi's centre-right government, which took office in May, decreed that the budgets of both universities and research could be used as funds to shore up Italy's banks and credit institutes. This is not the first time that Berlusconi has targeted universities. In August, he signed a decree that cut university budgets by 10% and allowed only one in five of any vacant academic positions to be filled. It also allowed universities to convert into private foundations to bring in additional income. Given the current climate, university rectors believe that the latter step will be used to justify further budget cuts, and that it will eventually compel them to drop courses that have little commercial value, such as the classics, or even basic sciences. As that bombshell hit at the beginning of the summer holidays, the implications have only just been fully recognized — too late, as the decree is now being transformed into law.

Meanwhile, the government's minister for education, universities and research, Mariastella Gelmini, has remained silent on all issues related to her ministry except secondary schools, and has allowed major and destructive governmental decisions to be carried through without raising objection. She has refused to meet with scientists and academics to hear their concerns, or explain to them the policies that seem to require their sacrifice. And she has failed to delegate an undersecretary to handle these issues in her place.

Scientific organizations affected by the civil-service bill have instead been received by the bill's designer, Renato Brunetta, minister of public administration and innovation. Brunetta maintains that little can be done to stop or change the bill — even though it is still being discussed in committees, and has yet to be voted on by both chambers. In a newspaper interview, Brunetta also likened researchers to capitani di ventura, or Renaissance mercenary adventurers, saying that to give them permanent jobs would be "a little like killing them". This misrepresents an issue that researchers have explained to him — that any country's scientific base requires a healthy ratio of permanent to temporary staff, with the latter (such as postdocs) circulating between solid, well equipped, permanent research labs. In Italy, scientists tried to tell Brunetta, this ratio has become very unhealthy.

The Berlusconi government may feel that draconian budget measures are necessary, but its attacks on Italy's research base are unwise and short-sighted. The government has treated research as just another expense to be cut, when in fact it is better seen as an investment in building a twenty-first-century knowledge economy. Indeed, Italy has already embraced this concept by signing up to the European Union's 2000 Lisbon agenda, in which member states pledged to raise their research and development (R&D) budgets to 3% of their gross domestic product. Italy, a G8 country, has one of the lowest R&D expenditures in that group — at barely 1.1%, less than half that of comparable countries such as France and Germany.

The government needs to consider more than short-term gains brought about through a system of decrees made easy by compliant ministers. If it wants to prepare a realistic future for Italy, as it should, it should not idly reference the distant past, but understand how research works in Europe in the present >>.

http://it.youtube.com/watch?v=WFLXgvqE7Nc

venerdì, ottobre 17, 2008

Il mondo lobotomizzato della forma prende sempre più sostanza...

Passano i mesi estivi, ma con l'autunno i problemi rimangono, e che problemi!
Non saprei da dove iniziare, non saprei cosa commentare...dal tracollo finanziario mondiale, alle pensate scolastiche gelminiane, dalle sparate leghiste alla morte di Heider, e infine dalle minacce a Saviano al lodo Alfano!
Bè è veramente un autunno da non dimenticare!
Cercherò di commentare un po' tutto, a modo mio
A presto Laura

Nell'immagine "La fine del Mondo" dalla Bibbia di Lutero

venerdì, giugno 27, 2008

Le impronte dei bimbi rom e il silenzio della Chiesa / cronaca - Repubblica.it


LA POLEMICA

Le impronte dei bimbi rom
e il silenzio della Chiesa

di FRANCESCO MERLO



A Maroni vorremmo suggerire di prendere le impronte delle mani (e dei piedi) ai neonati cinesi di Milano, che sono già, notoriamente, tutti ladri di identità. Inoltre, per coerenza, potrebbe impartire l'ordine di misurare la lunghezza degli arti ai bimbi di Corleone che crescono (si fa per dire) con il 'criminal profiling' di Totò u curtu. Ed è inutile spiegare a un pietoso uomo d'ingegno come il nostro ministro degli Interni che i minori dell'agro nocerino sarnese e della piana del Sele andrebbero - per proteggerli, badate bene! - sottratti alla patria potestà e affidati alla Dia o, in subordine, allo scrittore Roberto Saviano. E contro il bullismo nelle scuole cosa ci sarebbe di meglio che prendere le impronte, al momento dell'iscrizione, anche ai genitori che sono sempre un po' complici? Ecco, preferiamo mostrarvi il lato grottesco di questa proposta perché sappiamo bene che Roberto Maroni, credendo di essere astuto, lavora per provocare i nostri buoni sentimenti, e dunque non vogliamo cadere nella sua rozza trappola e farci rubare i pensieri. Insomma a noi viene facile assimilare il bambino ai deboli, agli sfruttati, a tutte le altre vittime dell'umanità adulta. Ma contro l'indignazione i leghisti sono bene attrezzati. Dunque rispondono rinfacciandoci la paura della gente, agitano il valore della sicurezza, e ci eccitano perché vorrebbero che in risposta al loro razzismo scomposto noi santificassimo i rom, negassimo qualsiasi rapporto tra campi nomadi e criminalità, tra immigrazione e delitti. E invece non è in difesa dell'accattonaggio, né per esaltare la presunta bellezza esotica e imprendibile della zingara Esmeralda che protegge il povero gobbo di Notre Dame, non è insomma in nome della retorica rovesciata dei miserabili che noi diciamo a Maroni che prendere le impronte digitali a bimbi rom è un segno di inciviltà razzista, che neppure ci sorprende perché non è il primo, non è l'ultimo e purtroppo non sarà neppure il peggiore. Il punto è che, insieme con l'ossessione di Berlusconi per la Giustizia, in questo governo c'è anche l'ossessione leghista per la sicurezza. Ma una cosa è il problema e un'altra cosa l'ossessione. Ebbene, incapace di risolvere il problema che lo ossessiona, Maroni vorrebbe che, per reazione, noi negassimo il problema. Invece noi gli ricordiamo che già il suo predecessore, il mite Giuliano Amato aveva segnalato che in tutte le comunità criminali sta crescendo, anche in Italia, l'uso orribile dei bambini. Ci sono, per esempio, le baby gang. E il libro Gomorra racconta di ragazzini utilizzati nelle vendette trasversali. E in Calabria sono in aumento gli omicidi compiuti da killer ragazzini pagati solo poche centinaia di euro. Ma che facciamo, ministro Maroni, schediamo tutti i bimbi calabresi? Ecco perché non merita i nostri buoni sentimenti, il ministro Maroni. Perché non è vero che in Italia c'è un dibattito tra rigoristi cazzuti (loro) e lassisti rammolliti (noi). Maroni non c'entra nulla con il dibattito europeo, difficile e importante, tra il rigore e l'accoglienza. Nei Paesi più civili d'Europa la sicurezza, la serietà e la responsabilità non sono valori di destra. I socialisti francesi e spagnoli, i socialdemocratici tedeschi, i laburisti inglesi e, aggiungiamo, anche i sindaci italiani di centrosinistra hanno maneggiato con durezza l'argomento dell'immigrazione irregolare e della criminalità. Ma senza sparate comiziali, senza colpi di teatro razzisti, senza i paradossi, gli ossimori e le miserie culturali dei leghisti che - come dimenticarlo? - sono quelli che chiamavano gli immigrati di colore bingo bongo, che parlavano di musi di porco e teste scornificate, che invitavano la Marina "a sparare sulle carrette dei clandestini", e denunziavano l'Europa "in mano ai massoni, agli ebrei, ai musulmani e alle mafie degli immigrati". Perché dunque dovremmo stupirci che, arrivati al governo, vogliano prendere le impronte ai bambini rom? Da anni, ad ogni elezione nelle valli padane, i leghisti affiggono manifesti "giù le mani dai nostri bambini" appropriandosi appunto del vecchio pregiudizio razzista sul misterioso popolo dei ladri di neonati, agitando la leggenda della corte dei miracoli. Si sa che in tutta l'Europa centrale, che registrava il tasso più alto di popolazione zingaresca, per ben tre secoli decreti e leggi furono emanati per "liberare" i bambini degli zingari dai loro genitori naturali, sino alla soluzione finale nazista e dunque all'internamento di adulti e pargoli. Ne furono sterminati più di cinquecentomila. Ebbene, oggi nel rilancio dell'antico pregiudizio con in più la certezza che i bambini rom non siano bambini ma complici, solo criminali in miniatura e dunque più pericolosi e più sfuggenti, c'è la vecchia idea che tutti i bambini del mondo sono allevati per ereditare "la scienza" di papà. E dunque: la criminalità è un destino che il bambino rom ritrova in fondo a se stesso come una roccia. E va bene che il bambin Gesù non era rom, ma la chiesa che in Italia fonda la sua forza molto più sull'immagine dolce del bambinello che su quella del crocifisso, potrebbe almeno dire che i bambini non si toccano. La Chiesa sì che può (deve) permettersi i buoni sentimenti. Non era Gesù che voleva che lasciassero i bambini venire a lui? La Chiesa, che punisce e scomunica in materia di sesso e di scienza, perché tollera e accetta le volgarità dei leghisti contro i marginali e contro la gente da marciapiedi, contro i disperati dei semafori e dei campi, contro i loro bambini? La Chiesa, che è l'ecclesia dei naufraghi, dei diseredati e dei dannati della Terra, perché non interviene? Forse perché i bimbi rom non fanno beneficenza come il terribile boss della Magliana Renato De Pedis che - lo ha raccontato mercoledì Filippo Ceccarelli - è stato sepolto nel più esclusivo cimitero del Vaticano, "sarcofago di marmo bianco, iscrizioni in oro e zaffiro, l'ovale della foto" e "un attestato di grande benefattore dei poveri..., che ha dato molti contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana". I bambini rom, non avendo avuto la fortuna di essere educati da quel sant'uomo di De Pedis, sono rimasti ladruncoli e tutti infedeli, mentre Maroni, come De Pedis, si dichiara fervente cattolico. Quando Berlusconi nominò Maroni all'Interno pensammo subito che aveva affidato l'Ordine al Disordine. Il ministero dell'Interno serve a controllare, appunto dall'interno, la tenuta unitaria del Paese contro tutte le cellule disgregative, tanto sociali (delinquenti) quanto politiche (eversori). Ebbene, si sa che la Lega secessionista è una subcultura politica che da più di venti anni attenta, per come può, all'unità del Paese e alla sua legge. Berlusconi, che pensa di essersi liberato del lavoro più sporco affidandolo al suo ministro-mastino, ha in realtà ceduto il controllo dell'eversione all'eversore da controllare. E Maroni, che nella Lega è il più pericoloso perché forse è il meno brutto e il meno ridicolo (ha fatto pure le scuole), sta usando gli aspetti più odiosi del ministero dell'Interno - carcere, manette, impronte digitali - per sollevare nuvole di propaganda, per creare effetti placebo alla paura e alle emergenze sociali, in modo da guadagnare ancor più consenso all'eversione. (27 giugno 2008)

lunedì, giugno 23, 2008

Vienna 22.06.2008 Serata da dimenticare



Che tristezza, vorrei dimenticare questa serata!
Mai stata così depressa per una partita di calcio!

E oltre al danno la beffa: Zidane in tribuna (Gufo maledetto!) e gli spagnoli che hanno fischiato il nostro inno...

domenica, giugno 22, 2008

Davanti agli occhi di Dio, la legge è uguale per tutti...ogni tanto!

Da una notizia del 22 Giugno...(vedere i link sottostanti)
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/giustizia-2/processi-22-giugno/processi-22-giugno.html

http://www.unionesarda.it/in_sardegna/?contentId=29455

http://www.polisblog.it/post/1353/berlusconi-la-comunione-e-la-richiesta-shock-al-vescovo-sanguinetti

Ogni tanto, seppur raramente, chi amministra le anime, chi fa questo mestiere più onestamente degli altri, ricorda a chi amministra i cittadini (ahahah!) che "Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare..."
E così Gregorio VII alias Sebastiano Sanguinetti ha costretto il nostro Enrico IV (alias Silvio Berlusconi) all'umiliazione di Porto Rotondo.
Una lotta per le investiture oserei dire con assai minore nobiltà da parte di chi detiene la spada, ma con grande determinazione per chi detiene il pastorale.
Ebbene si, davanti allo sfolgorio dei merletti e dei cappelli, davanti all'esibizione dell'apparenza, davanti alla guerra acerrima contro l'inesorabile scorrere del tempo e della caducità dei corpi umani, chi detiene il potere
sui vivi (o meglio chi è convinto di detenerlo) si vede imposto un divieto da chi detiene il potere sugli immortali!
E poichè il corpo di Cristo è solo per coloro i quali saranno immortali, Silvio, davanti al rifiuto di siffatta immortalità si consola con piaceri che cercano di scacciare l'immagine della decadenza del corpo e la dura legge dello scorrere del tempo (foto con i bimbi, sguardi ammiccanti alle signore).
Davanti allo spirito agnostico (spesso anticlericale) del Blog, onore al merito:
Grazie Monsignor Sanguinetti!

sabato, giugno 21, 2008

Europei...Vienna...e azzurri


Da Starless corner del 22 giugno Giornalismo e giornalismo "L'inviata della radio romana Centro Suono Sport Eleonora Trotta, durante la quotidiana conferenza stampa con i calciatori della Nazionale italiana, ha avuto l'ardire di chiedere al capitano Cannavaro: "Tuo fratello ha firmato per il Napoli,che ha conquistato la B. Sarà derby in famiglia?", scatenando così la reazione sguaiata del flebomane juventino, evidentemente sorpreso dall'insolita domanda.Ovviamente nessun organo di stampa ha riportato alcunchè sulle vicende sopra descritte, preferendo un omertoso silenzio piuttosto che dare voce a chi, per una volta, aveva avuto il coraggio di denunciare quello che poi è sotto gli occhi di tutti. Complimenti..."

I più grandi complimenti alla cara e vecchia amica Eleonora...Ah buzzicò...vai avanti così sei "ermejo", gli europei senza di te, non avrebbero senso!



http://www.calciomercato.it/

giovedì, giugno 19, 2008

Giornata per la Giustizia

“Una giornata per la giustizia”.
Lettera aperta a Veltroni e Di Pietro


Margherita Hack, Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Sergio Staino, Telmo Pievani, Lidia Ravera, Gianni Barbacetto, Salvatore Bragantini e oltre 2500 cittadini hanno già sottoscritto l'appello.

17 giugno: Di Pietro dice sì alla “Giornata per la giustizia”
Caro Walter Veltroni, Caro Antonio Di Pietro, lo spirito con cui scriviamo a Voi questa lettera è di allarme per la promessa fatta solennemente sabato scorso dal Presidente del Consiglio Berlusconi al convegno dei giovani industriali. Se ci saranno ancora intercettazioni nelle indagini contro la criminalità saranno puniti con cinque anni di carcere i magistrati che hanno richiesto le intercettazioni, con cinque anni di carcere chiunque si presterà a eseguire l’ordine e a renderlo disponibile, nei modi e tempi previsti attualmente dalle leggi in vigore (e non cancellate) e cinque anni di carcere ai giornalisti che, sulla carta stampata, in televisione o in rete rendano possibile la divulgazione di atti altrimenti consentiti dalle leggi. Ricorderete che come nella sequenza di un film deliberatamente pensato per denigrare gli imprenditori italiani (nel caso i più nuovi e più giovani) i tre impegni del Presidente del Consiglio, contro i giudici, contro i giornalisti, contro chiunque voglia restare nella lettera e nello spirito della Costituzione combattendo il crimine, sono stati accolti da uno scroscio di applausi entusiastici. Anzi ci sono stati tre scrosci, come per ringraziare il premier per la pietra tombale che si appresta a gettare sulla giustizia e per la protezione offerta alla criminalità, soprattutto la criminalità dei colletti bianchi, degli affari, delle banche, delle aste truccate, dello insider trading, del passaggio indebito e riservato di notizie che arricchiscono immensamente e scardinano la concorrenza se conosciute solo da alcuni prima del tempo. E la criminalità delle cliniche. Ma le tre aree indicate come sole permesse per le intercettazioni sono solo una parte di tutta la criminalità che tormenta il paese e contro cui si battono magistrati e forze dell’ordine. E non solo: interi rami di attività criminosa di mafia, camorra e ndrangheta si esercitano e si attuano lungo percorsi che adesso diventano area proibita alle intercettazioni, come gli affari di finanza. Nello scrivervi questa lettera noi siamo certi che condividete il nostro allarme. Però nelle grandi questioni pubbliche che riguardano soprattutto la protezione dei cittadini (che sono coloro che pagano i grandi imbrogli, le grandi truffe, i grandi silenzi) è importante che l’allarme diventi pubblico, proclamato, comune. Siamo convinti che il Partito Democratico e l’Italia dei Valori debbano – con urgenza – farsi testimoni di un allarme che vuole avvertire il Paese contro questi tre solenni impegni liberticidi. Viene denunciato il normale percorso della giustizia, viene deformato il fondamento della democrazia che esige la separazione dei poteri, si mette in atto un attacco del potere esecutivo contro il potere giudiziario ma anche contro le prerogative del Parlamento. Infatti il nuovo applaudito editto contro i giudici di Silvio Berlusconi corrisponde, nella forma stentorea e definitiva dell’annuncio, a un potere che un primo ministro democratico non ha. E scavalca con la disinvoltura delle nascenti dittature la voce del Parlamento. L'editto presidenziale è una minaccia intimidatoria contro i giornalisti italiani che osassero disubbidire e rendere pubbliche notizie di crimini. Noi siamo convinti che il Partito democratico e l’Italia dei Valori siano i naturali difensori della giustizia e della libera informazione nel paese di un vasto conflitto di interessi mediatico in cui gran parte delle fonti di informazione sono già nelle mani di una sola persona, in veste di proprietario e capo del Governo. Perciò contiamo di ritrovarci uniti con i cittadini che ci hanno votato in una “giornata della giustizia” che vi chiediamo di convocare al più presto. Una grande manifestazione in piazza del protagonismo civile, a torto definito giustizialista, per affermare con rinnovata energia la necessità che l’informazione e la giustizia siano svincolate dal controllo del potere politico. Abbiamo di fronte un governo prepotente e deciso a tutelare gli interessi particolari che incarna e rappresenta, e a gestire il Parlamento come un parco a tema a cui, di volta in volta, si impongono immagini e rituali di Berlusconi e di Bossi, in un alternarsi di protezionismi, interessi speciali e paure ingigantite fino alla caccia all’uomo. In questa situazione preoccupante e grave, noi pensiamo che il silenzio sia il vero pericolo che dobbiamo respingere con la massima energia.

Roma, 12 giugno 2008

On. Furio Colombo
On. Giuseppe Giulietti
Sen. Francesco Pardi

Vignetta satirica

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domenica, giugno 01, 2008

E pur si move?!?Si...ma dall'altra parte!

Data pubblicazione: 29/05/2008 Codice Rif.: (3-00032)

Soprintendenze archeologiche in Sardegna.

Quante, guidate da chi, con quali soldi e con quale missione?


del sen. Mariano Delogu (PdL)


A questa interrogazione è stato invitato a rispondere il Ministro per i beni e le attività culturali -

Premesso che:

i dipendenti della ex Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Cagliari e Oristano denunciano un nuovo stato di grave malessere aggiuntosi al profondo disagio verificatosi in seguito alla creazione di un'unica Soprintendenza archeologica per la Sardegna con sede a Sassari;

il dirigente della Soprintendenza, nominato temporaneamente in attesa dell'espletamento dei concorsi, apprezzato per le sue doti umane e professionali, è stato allontanato dopo meno di un anno senza preavviso (sul quotidiano locale "La Nuova Sardegna" del 10 aprile 2008 è apparsa la notizia - non smentita - che non era gradito al Governatore ed all'Assessore regionale per i beni culturali) e sostituito da un nuovo dirigente di ruolo nel Ministero, anche questo temporaneo, che regge già da titolare la sede della Toscana e, ad interim, quella del Friuli-Venezia Giulia;

al di là dell'indubbio apprezzamento per le capacità scientifiche, tecniche e gestionali riconosciute da tutti a quest'ultimo dirigente e, comunque, senza entrare nel merito di tale aspetto, si sottolinea l'intempestività di un atto che fa gravare su una sola persona il coordinamento di svariate centinaia di persone in sedi fra loro lontanissime;

ciascuno può immaginare lo stato di confusione, disagio e disorientamento dovuti alla mancanza di un punto di riferimento costante, soprattutto nella situazione attuale, nella quale dovrebbe prendere forma il processo di unificazione di due uffici storicamente indipendenti;

tale processo, complesso e dalle molteplici implicazioni, che a giudizio dell'interrogante evidentemente sono sfuggite al precedente Ministro e ai più elevati dirigenti del Ministero, dovrebbe essere seguito quotidianamente da un dirigente;

l'attività ordinaria è invece demandata, con delega, ad un funzionario non dirigente che opera a proprio rischio. La gran parte delle decisioni deve seguire un iter lungo e tortuoso a scapito dei requisiti di semplificazione, di efficacia, di efficienza richiesti alla pubblica amministrazione;

il riflesso negativo di tali provvedimenti è riscontrabile in tutti i settori dell'attività istituzionale, oramai pressoché bloccata per la mancanza di chiare indicazioni riguardanti le responsabilità in seguito all'entrata in vigore del nuovo Regolamento di organizzazione del Ministero;

il recente avvicendamento della dirigenza segna, inoltre, una pericolosa battuta d'arresto per provvedimenti in itinere a rilevanza esterna quali, ad esempio, la realizzazione di opere pubbliche, accordi di programma, convenzioni con istituzioni ed enti locali. Tale situazione genera, infine, insopportabili ostacoli nell'erogazione dei servizi ai cittadini e negli adempimenti contabili relativi a pagamenti di lavori affidati in appalto;

tutto il personale, con spirito di servizio, continua per quanto possibile a svolgere i propri compiti ma, allo stato attuale, si assiste ad un "si salvi chi può" che rischia di deteriorare definitivamente la struttura sarda e di "buttare al macero" professionalità scientifiche, tecniche, amministrative, maturate in decine di anni di esperienza sul territorio delle due province, nel Museo archeologico, all'interno degli uffici, nelle sedi operative,

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro ritenga opportuno valutare l'opportunità di: revocare l'atto di unificazione delle Soprintendenze archeologiche di Cagliari e Sassari; assegnare temporaneamente un dirigente a tempo pieno per la Sardegna, in attesa dell'espletamento dei concorsi per l'assegnazione delle sedi di Cagliari e Sassari; impartire indicazioni precise riguardanti le competenze relative alla gestione dei fondi assegnati alle Soprintendenze per il ripristino del funzionamento degli uffici, del pagamento delle indennità accessorie e l'effettuazione degli adempimenti contabili in sospeso; adottare, comunque, quei provvedimenti che consentano di risolvere l'attuale insostenibile situazione.

E pur si muove...qualcosa nel marasma si muove.


Davanti allo sfacelo approvato da Rutelli, proposto dall'ingerente governo Regionale Sardo, che non perde occasione di autocelebrarsi, soprattutto sul fronte dei Beni Culturali, qualcuno dalla parte opposta, chiederà al nostro Poeta di valutare l'ingestibile situazione sarda. L'isola oramai da tempo feudo dell'esaltazione passionale di archeologi e autonomisti...


mercoledì, aprile 16, 2008

Acquisire la responsabilità del disastro.

>Partito Democratico - Acquisire la responsabilità del disastro.

Non è servito a nulla...
il mio sospirato voto non è servito a nulla!
Il mio esame di coscienza non è servito a nulla.
Ma come avrebbe potuto? Uno contro tutti? Impossibile combattere contro la a-criticità italiana, ma soprattutto impossibile combattere contro tutte quelle cause ignorate dal governo Prodi prima e dal PD adesso, emerse molto prima delle elezioni, determinanti per il voto!
Signori che ora riceverete tutte quelle migliaia di euro (mentre io ho ancora 40 euro sul conto, visto che ho dovuto fare il biglietto per potervi votare), la colpa non è del cittadino, non gliela si può dare (nonostante si senta l'eco-web del "italiani ve lo siete meritati!"). La colpa è del politico, di colui che si assume l'onere di fare promesse!
L'avversario, all'interno di un ridicolo paradosso, ha mantenuto le sue promesse: è stato coerente nella sua disonestà, ha servito il suo fittizio reality su un piatto d'argento.
Ha vinto l'onestà di essere illegali!
Ma l'altra parte cosa ha fatto? Signori vi rendete conto che il cittadino italiano medio non ha la più pallida idea di cosa sia il PIL? Vi rendete conto che è in corso un disastro culturale che ha messo in ginocchio il paese e che vi ha fatto sentire campanelli d'allarme ovunque, non solo durante la campagna elettorale ma anche durante i due risicati anni di governo?
E inoltre vi siete illusi che potesse essere così facile come nei primi giorni di campagna elettorale, immersi nel verde degli uliveti dell’Umbria?Mai ignorare la controparte con le armi mediatiche!
Non spetta a me ricordarvi che la sfida per "la sinistra", se così si può definire, (la signora Binetti con tutto il rispetto, non mi sembra appartenervi neanche lontanamente), o per "l'alternativa" di stampo europeo che avete tentato di creare, è sempre più difficile! Il cittadino, che purtroppo in Italia è diventato ignorante e a-critico (non per colpa sua, ma per colpa vostra!) pensa questo:"è comunista e ha l'auto blu, è comunista e ha la camicia firmata, quindi è ipocrita e non lo voto!"
Voi cari sconfitti direte: "Ma no, non è così!", e io vi rispondo:"E questa sconfitta incredibile, come la mettiamo?". Che vi piaccia o no, il CITTADINO HA SEMPRE RAGIONE!
Avete fatto il grande gesto plateale di fare fuori De Mita per far annusare la finta aria di rinnovamento delle parole Veltroniane, e poi leggo nelle liste del mio seggio nomi di già noti e già conosciuti con una data di nascita che si muove tra il ’46 e il ’54. Che liste nuove e fresche!
E inoltre, fatevi un vero e proprio esame di coscienza e ricordatevi cosa urlavano i cittadini durante i funerali di Paolo Borsellino. La stampa straniera questo ci dice: abbiamo un tumore mafioso che è oramai diventato parte di noi! La mafia non è solo la nota attività criminale, ma è tutto l’atteggiamento che ognuno di noi e di voi ha nei confronti dello stato, nei confronti del bene comune!
Signori DOVETE RIMBOCCARVI LE MANICHE E LAVORARE: siete lontani dal cittadino, siete nemici e sconosciuti per il cittadino, dovete tornare in piazza e stare meno a Palazzo Madama. Dovete andare dal lavoratore, aiutarlo e sostenerlo, dovete rieducare il cittadino! Dovete disdegnare il tumore italiano insieme al cittadino...FATTI E NON PAROLE!
Avete perso e avete ributtato tanti giovani nell’amarezza e nel disastro!
Ma per fortuna, tanti di noi giovani espatriano nuovamente, Europa stiamo arrivando!

P.S. Caro Walter, è bene che sua figlia stia a Boston e non torni in Italia almeno per i prossimi 5 anni, anche se il suo ritorno è sempre meno traumatico del nostro!

Sognando Zapatero!

In Italia, due giorni fa, è stato scelta una cosa innominabile, coi capelli finti e un pezzo dell'A1 in testa, quale capo del governo (per chi avesse la memoria corta, il nano infame è salito ben 3 volte al governo). La cosa ha già iniziato a fare le prime figure di merda internazionali ed è deriso pure dalla destra spagnola!
Non è neanche salito a Palazzo Chigi! Ma com'è possibile? Ma come avete fatto a votarlo?

Vedere per credere...
Guerra contesta a Berlusconi: "¿Pero no es un delincuente?"El político italiano criticó la excesiva presencia femenina en el Ejecutivo de Zapatero, aplaudida sin embargo por Esperanza Aguirre.
Responden políticos españoles a dichos de Berlusconi sobre 'gabinete rosa'
El dirigente italiano tachó de demasiado rosa el nuevo gobierno español y advirtió a Zapatero que tendría problemas con tantas mujeres en su gabinete.
Políticos españoles de diferente tendencia salieron hoy al paso de los comentarios del dirigente italiano, Silvio Berlusconi, en los que tachaba de "demasiado rosa" el nuevo gobierno español y advertía al presidente, José Luis Rodríguez Zapatero, que tendría problemas con tantas mujeres en su gabinete. La presidenta de la región de Madrid, la conservadora Esperanza Aguirre, afirmó que éste "es el siglo de las mujeres" y que "una de las mejores cosas" que ha hecho el socialista Rodríguez Zapatero, es haber incluido "tantas mujeres" en su Ejecutivo. Más contundente ha sido el diputado socialista, Alfonso Guerra, quien, al ser preguntado por las declaraciones del político italiano, se limitó a decir: "¿Pero Berlusconi no es un delincuente?". "No hay nada más que decir sobre ese señor", añadió. Una de las directamente afectadas por sus comentarios, la nueva ministra de Igualdad, Bibiana Aído, le trasladó al líder del Pueblo de la Libertad y ganador de las elecciones generales italianas el mensaje de que "es obvio que las mujeres están igualmente preparadas que los hombres para asumir responsabilidades políticas". Eso es algo, añadió, que "está más que demostrado". Berlusconi parece no tenerlo tan claro, a juzgar por sus palabras de este martes, en las que alertaba, entre risas y bromas, que "Zapatero se lo ha buscado, tendrá serios problemas para gobernar con tantas mujeres". En su primera rueda de prensa tras ganar por tercera vez unas elecciones generales en Italia, Berlusconi expresó su simpatía hacia el presidente del Gobierno español, del que dijo que "es muy simpático" y desveló que había hablado por teléfono con él, en una conversación en la que "se partieron de risa".

Proprio per questo...da stanotte sognerò Zapatero!!!!
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José Luis Rodríguez Zapatero (Valladolid, 4 agosto 1960) è un politico spagnolo, presidente del Governo dal 17 aprile del 2004. Nato da una famiglia di simpatie socialiste (il nonno combatté nella Guerra civile spagnola e fu ucciso dai franchisti), Zapatero aderì al Partito Socialista Operaio Spagnolo nel 1979, poco dopo la morte di Francisco Franco e il ritorno alla democrazia. Nel 1982 si laureò in diritto e divenne, qualche mese dopo, docente universitario a León, ma la passione per la politica prevalse e, raggiunta l'età in cui non poteva più essere chiamato a svolgere il servizio militare, terminò la carriera accademica.

martedì, aprile 15, 2008

LUTTO

E' finita finita...Non ho parole, non ho pensieri non ho nulla. L'Italia è finita...
Cercherò di aggiornare il Blog con le pagine dei giornali stranieri che forse meglio degli Italiani hanno compreso il danno.
Vorrei definire il disastro con una frase.
"Ha vinto l'onestà di essere illegali"
Siamo davanti ad un collasso storico culturale, noi laboratorio politico, siamo stati capaci di autodistruggerci
Non vorrei prendere a schiaffi gli italiani che hanno votato (tassinari, commercianti, militari, medici, insegnanti etc.etc.)...ma vorrei avere un dialogo con la pseudo-alternativa di sinistra che ho votato per evitare il danno...vorrei riunirmi con loro e parlare con loro, dicendogli che è stata la loro ipocrisia a generare questo!
Die Zeit-15 Apr.2008 Von Birgit Schönau

Berlusconi, schon wieder

"...Die Italiener wollen all’ das. Sie finden es gut und richtig. Sie setzen weiterhin ihre Hoffnungen in einen Mann, der dem internationalen Ansehen ihres Landes immensen Schaden zugefügt hat und dem die Sanierung der Staatsfinanzen ebenso Schnuppe ist wie die Bekämpfung des organisierten Verbrechens. In seiner letzten Amtszeit als Premier hat Berlusconi vor allem eine Reihe von ad-Personam-Gesetzen erlassen, um die Strafermittler von sich fernzuhalten und sein Vermögen zu mehren..."
Die Zeit-15 Apr.2008 von Francesco di Donato
"Land des Abfalls"
Italien steckt in einer politischen und institutionellen Sackgasse. Seine Gesetze dienen einzig dem Zweck, Verantwortlichkeiten zu verwischen.

italien-artikel

http://derstandard.at/ Blog

Der letzte Sozialist
Nach 116 Jahren ist Italiens älteste Partei nicht mehr im Parlament
vertreten. Der 1895 von Filippo Turati gegründete Partito Socialista
Italiano, der sogar den Faschismus überlebte, verliert mit Enrico
Boselli seinen letzten Parlamentarier.Verbitterter Kommentar des 50-jährigen
Abgeordneten aus Bologna: "Walter Veltroni hat Italiens Linke
zerschlagen. Mein Kompliment!"

Continuerò ad oltranza...
Il posto ideale per vivere è quello dove è più naturale vivere come stranieri. [Italo Calvino], perchè vivere in Italia con Berlusconi e Bossi, non è vivere!

lunedì, aprile 14, 2008

Una scelta difficile, ma necessaria!

12 aprile

Una scelta difficile ma Necessaria

contributo inviato da LauraS1980 il 12 aprile 2008

Caro Walter Veltroni,
tornerò in Italia domani, al costo di 120 euro, con appena 190 euro nel conto (perchè il caro Renato Soru fa le promesse e poi non paga!) per fare una scelta difficile ma necessaria, per adempiere, seppur con una terribile legge elettorale, ad uno dei pochi diritti rimasti, che non ancora non è diventato un privilegio!
Vedere il mio bel paese dall'estero e studiarlo dall'estero è cosa assai differente, e mi costringe a vivere in una profonda indecisione che nell'ultima settimana mi ha tenuta incollata allo schermo tv e al computer, come non mai!
La mia è una fiducia travagliata: sono passata da entusiasmi iniziali, a forti delusioni, dall'idea del non voto all'idea della vidimazione, e sono approdata a scrivere una lettera al PD che forse non leggerà nessuno.
Cosa mi ha convinto? Ancora nulla...
Ma da profonda umanista quale sono, penso sempre che nel vaso di Pandora rimanga la speranza e con queste righe ti offro la mia fiducia, in mezzo allo sconforto di un futuro incerto da ricercatrice, di remote possibilità di un rientro meritocratico nella mia isola, di una sopravvivenza tra la passione per la ricerca archeologica e la necessità di fare i conti con un'Italia sempre più schiava del personalismo, del parastato, della cooptazione, dell'annullamento culturale...un’ Italia schiava di cattivi Italiani, un’Italia serva dei suoi stessi figli che oramai sono più vecchi di lei, un Italia che devo cercare di difendere all'estero, ma nella quale inizio a non credere più, neanche io.
Ci ho provato, ci soffro...
Il mio voto al Suo partito, che altro non è che un voto di una delusa e schifata indecisa, sarà forse l'ultimo tentativo di lotta silenziosa, affinché i Beni Culturali non siano un ossimoro, affinché la nostra infinita e sterminata cultura possa essere un vanto per gli italiani e una guida per risollevare un paese depresso seppur illuminato dal sole, dalle acque inquinate seppur bagnato dal mare, un paese nervoso, deluso, violento e cattivo perchè il lavoro è diventato un privilegio (a volte è la morte) e non un diritto...
Non voglio continuare il mio soliloquio di rassegnazione che mi trattiene (e credo mi tratterrà a lungo), seppur a malincuore, lontana da casa...forse non lo leggerete, ma sappiate che a poche ore dal voto, in un certo qual modo avete convinto un'indecisa.

Che la mia fiducia non sia mal riposta,

che veramente possiate credere nel Bene Comune e non solo nel bene di chi è come voi e vicino a voi...

perchè è stata una scelta difficile...ma necessaria!

Laura Soro

lunedì, marzo 03, 2008

Lingua Sarda e Letteratura Sarda in Sardo e in Italiano

Al ritorno da Milano, come un sasso nel piede ho necessità di fornire documentazioni e testimonianze scientifiche sul fatto che esista una LINGUA SARDA, sul fatto che esista una LETTERATURA SARDA, sia in lingua SARDA che in ITALIANO.
Difronte al diffondersi di profonda ignoranza determinata da un incontrollato abuso della comunicazione che fa purtroppo filtrare il terribile messaggio del "più è famoso, più è importante" sento il dovere MORALE nel dare questo contributo, affinchè le menti mediocri si ricredano sui loro dogmi, sulle loro ingenue ignoranze nei confronti di quello che è la lingua sarda e la letteratura sarda.
Partendo dai siti più diretti, riferibili alla regione, cercherò di fornire tutti quei link internazionali che possano evitare un campanilismo di informazione e che possano far comprendere che il sardo, nelle sue varianti è una lingua parlata da 1.600.000 persone , che ha una sua letteratura sia in lingua sarda (che attesta le sue prime testimonianze nel Medioevo sino ad arrivare ai giorni nostri) che in lingua italiana (è prova della sua validità Grazia Deledda, unica donna italiana, NOBEL per LA LETTERATURA nel 1926).


Chiedo aiuto a tutti i contatti che la pensano come me...

http://www.sardegnacultura.it/linguasarda/

http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_sarda

http://www.sil.org/iso639-3/documentation.asp?id=srd

http://www.eurolang.net/index.php?option=com_content&task=view&id=22&Itemid=55&lang=sc
http://www.eurolang.net/index.php?option=com_content&task=view&id=83&Itemid=52&lang=sc
http://www.uoc.es/euromosaic/web/document/sard/an/e1/e1.html

La sua grandezza, sebbene poco conosciuta dal pubblico medio, è provata dall'interesse internazionale che i dipartimenti di lingue romanze hanno avuto nei suoi confronti

http://www.lingrom.fu-berlin.de/sardu/

e molto altro ancora...